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Testo e Significato di Diversi – Lorenzza ft. Emis Killa


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Testo e significato della canzone "Diversi" di Lorenzza ft. Emis Killa pubblicata il 11/02/2026 contenuta nell'album "A Loren2za - EP" del 11/02/2026.

Cover dell'album 'A Loren2za - EP' di Lorenzza
Cover dell'album 'A Loren2za - EP' di Lorenzza

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Testo “Diversi”:

[Testo di “Diversi” ft. Emis Killa]

[Intro: Lorenzza]
A Lorenzza
(Che cosa dovrei dire?)
(Siamo troppo diversi)
(In fondo tra me e te non c’è niente da spartire)
(Sto dall’altra parte della strada, sì)
Ah, ah

[Strofa 1: Lorenzza]
Quelle come me spesso affollano le celle
Siamo figli delle serve, le badanti, le bidelle
Quelle come me cazzate non sanno berle
Prendi ciò che vuoi, ruba quando ti serve
Perché quellе come me non pensano al domani
Chе oggi basta e avanza tra ansia e lavori mal pagati
Viscide ed infami stateci lontani (Quella bitch che cazzo guarda?)
Lo sai, mi piacciono le tipe con make-up, i maschi senza cazzate
Le amiche che sanno essere grate
Le giornate di merda quando le ho ripagate
L’odio mi è entrato in testa mentre provo a raggiungerla
Ho fatto qualche strofa figa, un’altra dimenticabile
Muovere troppe bocche, lacrimare le palpebre
Fare il mio volto pubblico, quindi vulnerabile
La strada per farsi memorabile

[Ritornello: Lorenzza & Emis Killa]
Che cosa dovrei dire? (Che cosa dovrei dire?)
Siamo troppo diversi
In fondo tra me e te non c’è niente da spartire (Non c’è niente da spartire)
Sto dall’altra parte della strada, sì
Dove si sopravvive (Dove si sopravvive)
Siamo troppo diversi
In fondo tra me e te non c’è niente da spartire (Non c’è niente da spartire)
Ho imparato a vivere, sì (Ah, yeah)

[Strofa 2: Emis Killa]
Sai che cazzo me ne frega a me di quelle come te
Belle fuori e dentro vuote come questo hotel
Penso che starti accanto non ha senso se
Vuoi che mi metta a cercarti fino al punto in cui avrò perso me
Niente di personnel, mon frère, sai com’è
Da ‘ste parti prima amici e poi ti fanno il Moncler
Baudelaire, sì, perché siamo fiori del male
In venti ad aspettarti fuori dal locale
Amici fuori dal normale, nemici ovunque
Tu zero beef, grazie al cazzo, stai con chiunque (Chiunque)
Come ‘sta bitch con le unghie lunghe e la memoria corta
Mi si presenta come se fosse la prima volta (Ahahah)

[Pre-Ritornello: Emis Killa]
Sai che li faccio impazzire (Li faccio impazzire)
Quanta strada ho fatto
Ho riempito i palazzetti da quelle palazzine (Da quelle palazzine)
Baby, dimmi, perché mi guardi così

[Ritornello: Lorenzza & Emis Killa]
Che cosa dovrei dire? (Che cosa dovrei dire?)
Siamo troppo diversi
In fondo tra me e te non c’è niente da spartire (Non c’è niente da spartire)
Sto dall’altra parte della strada, sì
Dove si sopravvive (Dove si sopravvive)
Siamo troppo diversi
In fondo tra me e te non c’è niente da spartire (Non c’è niente da spartire)
Ho imparato a vivere, sì

[Post-Ritornello: Lorenzza]
Per non morire

[Outro]
Oh, amo, per me devi dire a tutte ‘ste ***** che non c’entri un ***** con loro. Cioè, tu sei Lorenzza, sei un’altra roba. E comunque cosa volevo dirti? Ah, ma stasera?


Possibile significato del testo “Diversi”:

“Diversi”: identità, classi sociali e due mondi che non si incontrano nel confronto feroce tra Lorenzza ed Emis Killa

Diversi, pubblicata l’11 febbraio 2026 e prodotta da Adam11, è uno dei brani più intensi dell’EP A Loren2za. In questo pezzo, Lorenzza ed Emis Killa si scambiano versi come se fossero due lati opposti della stessa strada, raccontando vite che condividono lo stesso asfalto ma non la stessa direzione. Il risultato è un brano che parla di classi sociali, sopravvivenza, fatica, differenze radicali e affinità impossibili.

L’intro: due mondi paralleli

Lorenzza apre con una frase che riassume l’intero concept: “siamo troppo diversi”. Non c’è odio, solo constatazione. Lei è dall’altra parte della strada – metafora potente per indicare provenienze sociali opposte, esperienze incompatibili e un divario che non può essere colmato. Le sue origini e la sua vita non dialogano realmente con l’universo di chi ha avuto più protezioni.

Strofa 1: la voce delle periferie femminili

Lorenzza racconta le ragazze come lei: figlie di chi lavora nelle pulizie, nell’assistenza, nei servizi più duri e meno riconosciuti. “Figlie delle serve, delle badanti, delle bidelle” non è una frase provocatoria: è fotografia sociale. È la voce delle periferie italiane e delle seconde generazioni, dove la povertà non è solo economica ma culturale e simbolica.

La barra “quelle come me spesso affollano le celle” mette a nudo una realtà: le possibilità sono poche, gli errori costano. Rubare ciò che serve, arrangiarsi, sopravvivere – sono comportamenti che nascono da necessità, non da vanto.

La rabbia verso i privilegiati

“Viscidi e infami, stateci lontani”: Lorenzza non vuole contatto con chi giudica senza capire, con chi guarda dall’alto. La sua identità è costruita sull’onestà brutale, su valori che non possono essere compresi da chi non ha vissuto fame, lavori mal pagati, giornate da ripagare “con gli interessi”.

Quando dice che le piacciono “le tipe col make-up, i maschi senza cazzate”, parla di autenticità: le donne che costruiscono forza e gli uomini che non mentono, non recitano, non fanno pose.

Vulnerabilità e maschera pubblica

“Ho fatto qualche strofa figa, un’altra dimenticabile”: ammette fallimenti e insicurezze, mostrando una trasparenza rara nel rap. La sua “face pubblica” la rende vulnerabile: muove bocche, fa piangere palpebre, eppure ci riprova. Il suo obiettivo è diventare memorabile attraverso la sincerità.

Il ritornello: incompatibilità emotiva e sociale

Il ritornello in duetto con Emis Killa ribadisce il concetto: non c’è niente da spartire. I due si osservano da distanze immense. Lorenzza rappresenta chi sopravvive, chi scavalca ostacoli; Emis rappresenta chi ha già scalato, chi ha già attraversato il peggio e ora guarda dall’alto.

“Sto dall’altra parte della strada” diventa così il simbolo di tutta la canzone: due traiettorie che possono incrociarsi ma non unirsi.

Strofa 2 di Emis Killa: cinismo, memoria e realismo

Emis Killa entra con la sua estetica classica: cinico, diretto, lucido. “Sai che cazzo me ne frega a me di quelle come te”: non è disprezzo personale, è barriera difensiva. Sa che frequentare certi mondi significa rischiare di perdersi.

Descrive ragazze belle fuori ma “vuote dentro”, un hotel freddo come metafora della solitudine emotiva del successo. Racconta amicizie che tradiscono (“prima amici e poi ti fanno il Moncler”), citando la cultura street e letteraria allo stesso tempo, con il riferimento a Baudelaire e ai “fiori del male”.

Osservazioni sociali e critica alle relazioni superficiali

Emis accusa chi “non ha beef perché sta con chiunque”: non è scelta pacifica, è mancanza di identità e posizionamento. La “bitch con le unghie lunghe e la memoria corta” rappresenta un mondo di relazioni superficiali, dove tutto si dimentica e niente lascia segni veri.

Il pre–ritornello: la scalata di Emis

“Ho riempito i palazzetti da quelle palazzine”: una delle sue barre più forti. Racconta la sua evoluzione da periferia a top player del rap italiano. Ma dietro il successo, c’è ancora diffidenza: Emis sa da dove viene, sa cosa ha superato, sa che gli sguardi non sono mai innocenti.

Lorenzza nel post–ritornello: sopravvivenza emotiva

La frase “per non morire” è breve ma potentissima. Indica che tutto ciò che ha fatto – proteggersi, cambiare strada, costruire distanza – l’ha fatto per sopravvivere. Non è vittimismo, è autoconsapevolezza: per restare viva, emotivamente e socialmente, deve tagliare ciò che la distrugge.

L’outro: la voce dell’intimità

L’outro è un messaggio vocale spontaneo, tipico di chi cerca di rassicurare, proteggere, ricordare alla protagonista che è “altra roba”, che non deve paragonarsi alle altre. È la voce della relazione e della vita reale che rompe la struttura della canzone e la rende ancora più autentica.

Perché “Diversi” funziona

Perché mette a confronto due mondi reali, due storie vere: Lorenzza, con la sua identità di periferia, di donna forte e ferita; Emis, con la sua traiettoria di successo costruita sul cemento. La canzone non vuole trovare un punto d’incontro: vuole mostrare perché non c’è.

È un brano che parla a chi viene da lontano, a chi sa cosa significa essere “troppo diversi”, a chi ha amato, lottato e perso cercando di colmare distanze impossibili.




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