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Testo e Significato di DieciDieciDieci – Lorenzza


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Testo e significato della canzone "DieciDieciDieci" di Lorenzza pubblicata il 11/02/2026 contenuta nell'album "A Loren2za - EP" del 11/02/2026.

Cover dell'album 'A Loren2za - EP' di Lorenzza
Cover dell'album 'A Loren2za - EP' di Lorenzza

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Testo “DieciDieciDieci”:

[Testo di “DieciDieciDieci”]

[Intro]
Fa-Fa-Fammi iniziare, Breezy
Yo, Lynx, sporchiamola

[Ritornello]
Mi-Mi parli, ma lo so, stai pensando alla mia (Shh)
Esco clean, too hot, fammi muovere il mio (Shh)
Tre tipe, nove drink, ma non tocchiamo la (Shh) (Ah)
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci (Ah)

[Post-Ritornello]
Ti parlo, ma lo so, sto pensando alla tua (Shh)
Faccia clean, too hot, fammi toccare il tuo (Shh)
Vai fuori per i G che fan muovere la (Shh), ah
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci

[Strofa]
Ah, da come mi stai guardando
Sembra che sono io il tuo prossimo compleanno
Hai gli occhi sui miei jeans e come li sto indossando
Non credere al suo nome quando ti presento Angelica (Ehi)
E la mia collana ipocrita dice che ho fatto strada ma nasconde cicatrici
Vieni vicino e vedi, cosa serve che mi sbirci?
Sto declinando inviti, ma non lo fa la mia face card
Resta, scendi giù con la testa
Fallo come se fossi uscito oggi via dal carcere
Lo voglio che fa ridere, ma a questa pussy piangere
Però stasera ho opzioni, troppe per stare monogama

[Ritornello]
Mi-Mi parli, ma lo so, stai pensando alla mia (Shh)
Esco clean, too hot, fammi muovere il mio (Shh)
Tre tipe, nove drink, ma non tocchiamo la (Shh) (Ah)
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci (Ah)

[Post-Ritornello]
Ti parlo, ma lo so, sto pensando alla tua (Shh)
Faccia clean, too hot, fammi toccare il tuo (Shh)
Vai fuori per i G che fan muovere la (Shh), ah
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci

[Outro]
Mi parli, ma lo so, stai pensando alla mia
Esco clean, too hot, fammi muovere il mio
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci
What a beautiful day
Faccia, fit e corpo: dieci, dieci, dieci


Possibile significato del testo “DieciDieciDieci”:

“DieciDieciDieci”: desiderio, immagine e potere femminile nella visione tagliente di Lorenzza

DieciDieciDieci, pubblicata da Lorenzza l’11 febbraio 2026 e prodotta da Breezy (ITA) e Linx (ITA), è una delle tracce più dirette e sfrontate dell’EP A Loren2za. Qui Lorenzza gioca con l’estetica del club, con la sensualità, con la sicurezza di sé, ma anche con un’identità sfaccettata che alterna ironia, vulnerabilità e controllo della scena. Il titolo richiama una tripla valutazione estetica – faccia, fit, corpo – ma il significato del brano va molto oltre la superficie: è un pezzo che parla di desiderio, di sguardi, di performance, di emancipazione attraverso il proprio corpo e la propria immagine.

Il ritornello: un gioco di sguardi e intenzioni

Il ritornello è costruito su un continuo botta e risposta implicito: “mi parli, ma lo so che stai pensando alla mia…”. La dinamica è chiara: c’è conversazione ma anche tensione silenziosa, attrazione trattenuta, un non detto che domina la scena. Il ritmo scandito dalle pause (“shh”) suggerisce un linguaggio privato, quasi un codice condiviso. La tripla formula “dieci, dieci, dieci” diventa non un vanto, ma un modo per stabilire controllo: Lorenzza sa cosa trasmette, sa che effetto fa, sa che sta guidando lei il gioco.

Post-ritornello: specchio e inversione dei ruoli

Il post-ritornello ribalta le parti: “ti parlo, ma lo so, sto pensando alla tua…”. È un meccanismo speculare che mostra come il desiderio sia reciproco, ma anche come l’estetica del brano sia costruita su una danza di ruoli, tra chi guarda e chi viene guardato. L’attrazione diventa un campo di potere, dove nessuno domina del tutto.

La strofa: sensualità e stratificazione identitaria

La strofa è il cuore del brano. “Da come mi stai guardando sembra che sono io il tuo prossimo compleanno” è una barra brillante, che trasforma il desiderio in celebrazione. Gli occhi puntati sui jeans, sul modo di muoversi, sul corpo: tutto diventa parte di una narrazione dove Lorenzza si appropria dello sguardo altrui e lo usa a suo vantaggio.

La linea “non credere al suo nome quando ti presento Angelica” suggerisce identità multiple, alias, versioni diverse di sé a seconda del contesto. È un modo per dire: non tutto ciò che vedi è reale, e non tutto ciò che è reale lo mostro. La collana “ipocrita” che nasconde cicatrici è una metafora fortissima: l’estetica può coprire il dolore, ma non cancellarlo. Lorenzza lo dice esplicitamente: “vieni vicino e vedi”. Chi vuole capire davvero, deve avvicinarsi.

Face card e apparenza come arma

“Sto declinando inviti, ma non lo fa la mia face card” è una delle barre più intelligenti del brano. La face card è un concetto estetico diventato virale negli ultimi anni: il valore del proprio volto, del proprio look, della propria immagine sociale. Lorenzza dice: io posso rifiutare, ma la mia immagine non può farlo. È una riflessione sulle dinamiche della popolarità, sul desiderio e sulle aspettative che circondano una giovane artista donna.

Libertà sessuale e rifiuto della monogamia

“Stasera ho opzioni, troppe per stare monogama” ribalta definitivamente l’immaginario rap tradizionale. Non è la figura maschile ad avere scelte infinite, ma una donna che rivendica la stessa libertà. Lorenzza non si nasconde, non addolcisce, non si scusa. È padrona della sua narrazione, del suo corpo e delle sue scelte. È un modo di capovolgere i cliché del genere senza bisogno di farne un manifesto esplicito.

Il linguaggio del club e la cultura dei codici

Il continuo ricorso al “shh”, al “clean”, al “too hot” costruisce un immaginario da nightlife contemporanea: tutto è veloce, tutto è estetizzato, tutto è filtrato da sguardi e corpi che comunicano più delle parole. Lorenzza porta dentro l’EP un pezzo più leggero nelle sonorità ma complesso nella scrittura, dove ogni dettaglio – l’abbigliamento, i drink, le luci – è parte di una performance consapevole.

Produzione Breezy & Linx: energia, minimalismo e focus sulla voce

La produzione di Breezy e Linx lavora su un equilibrio perfetto: beat energico, bassi morbidi, linee pulite che permettono alla voce di Lorenzza di essere il vero strumento principale. È un suono che richiama la club culture contemporanea ma mantiene un’identità italiana riconoscibile, con un ritmo che accompagna e non sovrasta.

Il tema della valutazione: dieci, dieci, dieci

A livello simbolico, la tripla valutazione non è solo un giudizio estetico. È un modo per parlare di autostima, di immagine, di percezione. In un mondo in cui le donne vengono costantemente giudicate per “faccia, fit e corpo”, Lorenzza si appropria del linguaggio e lo restituisce dalla sua prospettiva. Non è il voto di qualcun altro: è il suo.

Perché “DieciDieciDieci” funziona

Perché è un brano che unisce leggerezza e complessità. È un pezzo da club che però parla di identità, desiderio, potere femminile. È una canzone che gioca con la superficie, ma non resta sulla superficie. Mostra una Lorenzza sicura, ironica, consapevole della propria immagine e della propria storia. E soprattutto una Lorenzza che non ha paura di mostrarsi desiderabile e dominante allo stesso tempo.

Chiave di lettura finale

Se “DieciDieciDieci” fosse una scena, sarebbe un club pieno, luci rosse, fumo leggero, Lorenzza che entra con passo sicuro, occhi che la seguono, musica che vibra. Lei sa cosa valga, sa cosa vuole, sa chi è. E in mezzo a tre giudizi estetici, l’unico che conta davvero è il suo.




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