06/02/2026
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Testo e Significato di Ferite – Disme ft. Vale Pain
Testo “Ferite”:
[Testo di “Ferite” ft. Vale Pain]
[Intro: Disme]
Il Daino
Ueh, ueh, ¿qué lo que, Nebbïa?
(Yeah, yeah)
[Strofa 1: Disme]
Io non credo a quello che hai detto (No, no)
Questo è quel che penso, non mi impegno, non lo scrivo il testo
Scassino il lucchetto oppure scavalco il cancello
Appoggiato a ‘sto muretto con i pezzi nel berretto
Io non credo delinquendo puoi farci i soldi
Tipo uno stipendio e non al mese
Non sai tenere manco un segreto, io lo sotterro
Lo porterò con me dentro la tomba in un cimitero
E sembra quasi che mi sveglio dal coma mischiando cose
Invento nuove droghe, ma non migliora (Yeah, yeah, yeah)
La situazione resta uguale, tutto bene finora
Mi hanno detto Dio esiste anche se tipo ci ignora (Ah)
Non importa come cadi, ma se ti rialzi
Materiali falsi fatti con gli scarti
[?] impanicarsi, non sai quello che canti
Piangi come grandine, un bambino adesso è grande
Le tue ferite sono false se non vedo il sangue
Non puoi capire se non l’hai provato sulla pelle
Io non ho mai voluto questo, non volevo niente (Io non ho mai voluto questo, non volevo niente)
[Ritornello: Disme]
Io non credo a quello che hai detto
Non sai tenere un segreto (Segreto), io lo sotterro (Lo sotterro)
Lo porterò con me all’inferno, starò in silenzio
Di fronte al diavolo che chiede come passatempo (Passatempo)
Io lo vedo come passa il tempo e non lo fermo (Non lo fermo)
Ho la sensazione che mi sto uccidendo e non mi fermo (Non mi fermo)
Scusa se ti mento, se non provo sentimenti (Scusa se ti mento, se non provo sentimenti)
[Strofa 2: Vale Pain]
Ah, sono affiliato alla strada (Strada)
Ieri hanno preso un chiacchierone, quindi ho dormito in para (Para)
Mentre indossavi felpe di Palace
Stava al sinistro, Dybala, un tipo davanti a me in scala
Sono anni che non sorrido mai in foto (No, no)
PTSD, certe cose non le scordo (Ricordo)
Ancora chiedono: “Quando ritorni sobrio?” (Yo)
Ma questa è la mia vita ed avveleno la mia otto (Mhm)
Vestito designer, parto dai piedi, le scarpe
Ho una collana gigante (Gang), finalmente sono grande (Gang)
Mi diceva mio padre: “Questo denaro non vale (Cash)
Nulla che possa comprare un sorriso di tua madre” (Ah)
Ed ora che proverò a tutti quanti
Ho cambiato queste lacrime in diamanti
Non ho mai voluto essere gli altri
Perché è quando ce la fai che cominciano ad odiarti, quindi
[Ritornello: Disme]
Io non credo a quello che hai detto
Non sai tenere un segreto (Segreto), io lo sotterro (Lo sotterro)
Lo porterò con me all’inferno, starò in silenzio
Di fronte al diavolo che chiede come passatempo (Passatempo)
Io lo vedo come passa il tempo e non lo fermo (Non lo fermo)
Ho la sensazione che mi sto uccidendo e non mi fermo (Non mi fermo)
Scusa se ti mento, se non provo sentimenti (Scusa se ti mento, se non provo sentimenti)
Possibile significato del testo “Ferite”:
Tra diffidenza e silenzi: il cuore emotivo di Ferite
In Ferite, Disme mette subito in chiaro il tono del brano: diffidenza, chiusura emotiva e una sensazione costante di allerta. Il pezzo nasce in un periodo storico in cui il rap italiano è sempre più esposto, più ascoltato, ma anche più fragile dal punto di vista umano. La ripetizione dell’idea di non credere alle parole altrui non è solo una posa, ma il riflesso di rapporti logorati da promesse mancate, tradimenti e aspettative disattese. In questo senso, il testo di Ferite parla a chi ha imparato a proteggersi, a chi preferisce il silenzio alla spiegazione inutile.
Il concetto di “segreto sotterrato” diventa una metafora potente: ciò che fa più male non viene condiviso, ma nascosto, portato dietro come un peso personale. Non c’è romanticizzazione del dolore, bensì la sua accettazione come parte integrante della crescita. Disme racconta un mondo in cui esporsi equivale a perdere controllo, e quindi l’unica difesa rimasta è trattenere tutto dentro.
Le ferite vere e quelle raccontate
Uno dei passaggi chiave del significato di Ferite è la distinzione tra il dolore autentico e quello ostentato. Quando Disme mette in dubbio le ferite degli altri, lo fa per sottolineare una frattura evidente nella scena e nella società: tutti parlano di sofferenza, ma pochi l’hanno davvero vissuta sulla propria pelle. Il sangue diventa il simbolo della verità, qualcosa che non si può fingere né raccontare a metà.
Questa lettura si inserisce perfettamente nel clima del rap italiano del 2026, dove la narrazione del disagio è spesso inflazionata. Disme prende le distanze da chi usa il dolore come estetica, ribadendo che certe cicatrici non fanno rumore e non cercano approvazione. È una posizione dura, ma coerente con il suo percorso artistico, da sempre legato a un racconto crudo e poco consolatorio della realtà.
Tempo che scorre e autodistruzione consapevole
Nel ritornello, il tempo assume un ruolo centrale. Non viene vissuto come occasione di riscatto, ma come qualcosa che passa inesorabile mentre il protagonista resta fermo, o addirittura si consuma. L’ammissione di stare andando contro se stesso senza riuscire a fermarsi è uno dei momenti più sinceri del testo. Qui Ferite smette di essere solo una canzone di diffidenza e diventa un autoritratto emotivo.
Il riferimento all’inferno e al diavolo non va letto in chiave religiosa, ma simbolica. È il confronto finale con la propria coscienza, con le scelte fatte e con ciò che si è deciso di non dire mai. Il silenzio diventa una forma di sopravvivenza, ma anche una condanna. Disme sembra suggerire che alcune ferite non guariscono perché non vengono mai nominate.
Vale Pain e l’eredità della strada
L’ingresso di Vale Pain amplia il significato di Ferite, spostando il focus su un vissuto più legato alla strada e alle sue conseguenze psicologiche. Il senso di paranoia, la difficoltà a dormire tranquilli, il peso dei ricordi traumatici: tutto contribuisce a costruire un quadro realistico, lontano da qualsiasi glorificazione. La strada non è un mito, ma un ambiente che lascia segni profondi.
Quando Vale parla di trauma e di dipendenze, non lo fa per scioccare, ma per normalizzare un disagio che spesso viene ignorato. Le domande sul “tornare sobri” mostrano lo sguardo giudicante di chi osserva da fuori, senza capire che certe abitudini sono diventate meccanismi di difesa. In questo contesto, Ferite diventa anche una riflessione sulla salute mentale, tema sempre più presente nel rap contemporaneo.
Successo, immagine e vuoti interiori
Il contrasto tra abiti costosi e instabilità emotiva è centrale nella strofa di Vale Pain. L’estetica del successo viene smontata pezzo dopo pezzo: collane, scarpe e status non bastano a riempire ciò che manca dentro. Il testo suggerisce che crescere, diventare “grandi”, non coincide automaticamente con stare meglio.
In questo passaggio emerge una maturità diversa rispetto a brani più vecchi, dove il denaro era visto come obiettivo assoluto. Qui, invece, i beni materiali vengono descritti come una conseguenza, non come una soluzione. È un’evoluzione coerente con il percorso di Vale Pain, che negli anni ha iniziato a mettere in discussione il valore reale dei risultati raggiunti.
Il ruolo del padre e il valore del denaro
Uno dei momenti più intensi di Ferite è il riferimento agli insegnamenti paterni. Le parole del padre sul denaro che non può comprare la felicità diventano una chiave di lettura fondamentale. Vale Pain sembra riconoscere, solo ora, il senso di quelle frasi ascoltate in passato. Non è una morale imposta, ma una consapevolezza maturata attraverso l’esperienza diretta.
Questo passaggio segna una svolta narrativa importante: il denaro resta centrale, ma perde il suo ruolo salvifico. Il vero valore sta negli affetti e nei sorrisi che i soldi non riescono a garantire. In questo modo, il dialogo con il padre non è solo un ricordo, ma la prova di una crescita interiore che avvicina figlio e genitore nella visione della vita.
Lacrime trasformate e odio che arriva dopo
Quando Vale racconta di aver trasformato le lacrime in diamanti, usa una metafora classica del rap, ma la carica di un significato più amaro. Il successo nasce dal dolore, ma non lo cancella. Anzi, spesso porta con sé nuove tensioni, invidie e isolamento. Il significato di Ferite passa anche da qui: farcela non è la fine del conflitto, è l’inizio di un’altra fase.
L’odio che arriva dopo il successo viene descritto come inevitabile. Non c’è vittimismo, solo lucidità. Chi riesce a emergere diventa un bersaglio, e questo rafforza ulteriormente la diffidenza già presente all’inizio del brano. Il cerchio narrativo si chiude, mostrando come le ferite non derivino solo dalla strada, ma anche dal riconoscimento pubblico.
Produzione e atmosfera emotiva
Le produzioni di Nebbïa e Daino Nzl accompagnano perfettamente il clima del brano. Le sonorità sono cupe, essenziali, pensate per lasciare spazio alle parole. Non c’è bisogno di eccessi: ogni suono sembra studiato per amplificare il senso di vuoto e tensione che attraversa tutto il testo.
Il beat non cerca il ritornello facile, ma sostiene una narrazione continua, quasi confessionale. Questo rende Ferite un brano più da ascolto attento che da consumo veloce, in linea con una parte del rap italiano che nel 2026 sta tornando a mettere al centro il contenuto.
Un ritratto sincero di una generazione
Nel complesso, il significato di Ferite va oltre la singola esperienza di Disme e Vale Pain. Il brano parla a una generazione cresciuta tra sfiducia, pressione sociale e aspettative altissime. Le ferite non sono solo personali, ma collettive, e riguardano il modo in cui si impara a stare al mondo.
Ferite non offre soluzioni né redenzione, ma restituisce una fotografia onesta di ciò che significa andare avanti portandosi dietro tutto. Ed è proprio questa mancanza di risposte facili a rendere il pezzo credibile e profondamente rap.
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