20/02/2026
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Testo e Significato di Matti d’Italia – Inoki, Vacca
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Testo “Matti d’Italia”:
[Testo di “Matti d’Italia”]
[Intro: Vacca]
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre
[Ritornello: Vacca & Inoki, Inoki]
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre (Ah, ah, seh)
[Strofa 1: Inoki]
Dieci chili di collana
Sali sul palco, sembri una modella di Dolce&Gabbana
Manco rap (Ah), sulla voce hai settecento effetti
Manco hai cominciato e dici già che smetti (Oh, oh, oh)
Stop a ‘sti balletti con ‘ste canzoncine
Siamo rapper, siamo MCs, non siamo ballerine
Non c’hai i musicisti, manco c’hai i DJ (Ah)
Sei la copia della merda degli USA
Avete fatto i soldi e mi va bene, fra’
Ma non vi è rimasto un briciolo di dignità
Parli di zona, di strada, di vita hardcore
Non sei credibile con quello smalto da viveur
Rap is swag, cosa swag, comprati uno stile
Cammini con il botox, sembri le veline
Sembri uno sfigato, lobotomizzato
Adesso basta, fra’
[Ritornello: Vacca & Inoki, Vacca]
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre (Okay)
[Strofa 2: Vacca]
Autocelebrazione e narcisismo vanni a pari passo (Yeah)
Volgarità e poi vittimismo creano l’imbarazzo (Mhm-mhm)
Parli di rabbia, frustrazione, di disagio
Ma in realtà hai portato solo riduzione di linguaggio (Sì, sì)
Conta più essere popolari anziché migliorare (Mhm)
Sapete soltanto emulare, soltanto ostentare (Mhm)
Contano i followers che c’hai, quante views, quanti like
Mica le barre che fai, siete il nuovo Spike (Spike)
Laddove tutta questa merda sfocia
Contano il loro valore in base ai numeri social (Social)
Manca la personalità, tutti omologati
Difetti da cui la scuola mia si dissocia (Mhm-mhm)
Contraddizione tra ciò che trasmetti e ciò che sei
Fotte un cazzo dei tuoi orologi e i tuoi panni firmati
Anfibi in pelle che manco Marilyn Manson
Il senso di fallimento sui vostri nove carati
[Ritornello: Vacca & Inoki]
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre
In strada e sopra il web è il rispetto che parla
Se tu bullizzi me, dopo bullizzo te
Io che ho fondato un nuovo club di matti d’Italia
Facciamo squadra e poi ne bullizziamo altri tre
[Outro: Inoki]
Tu bullizzi, io bullizzo e poi chi arriva dopo
Ribullizza un altro bullo e ricomincia il gioco
Siamo matti, in queste cose abbiamo perso gli anni
Ora ci ridiamo sopra guardando che lo fanno gli altri
E ripensando ai vecchi tempi rifaremmo tutto
Senza risentimenti
L’importante è rispettare poche regole
La prima è non essere forte contro il più debole
Possibile significato del testo “Matti d’Italia”:
“Matti d’Italia”: sfogo, critica sociale e orgoglio di strada nel duetto tagliente di Inoki e Vacca
Matti d’Italia, pubblicata il 20 febbraio 2026 e prodotta da Zibba, è una delle tracce più provocatorie e dirette dell’album FONDAZIONE STRADA. Inoki e Vacca scelgono il registro satirico e aggressivo per fotografare una parte della scena rap italiana che, secondo loro, ha smarrito autenticità, tecnica e rispetto. Il brano è un manifesto punk-rap, una parodia dei comportamenti tossici che si diffondono tra web, social e palchi, ma anche una riflessione sul concetto di “bullismo” come pratica di sopravvivenza e autodifesa in ambienti competitivi e spesso violenti.
Il concetto di “club dei matti”: satira come specchio della scena
L’idea del “club di matti” è una metafora ironica e crudele: Inoki e Vacca si autodefiniscono “matti” per sottolineare un’identità fuori dagli schemi, ma soprattutto per ridicolizzare la deriva della cultura rap contemporanea. La loro “squadra” non è una gang criminale, ma un gruppo di outsider che rifiutano l’omologazione della scena. Il leit‑motiv del ritornello – “se tu bullizzi me, dopo bullizzo te” – denuncia la competizione tossica sui social, dove il diss diventa meme e il rispetto si misura in reazioni, non in contenuto.
Strofa 1 di Inoki: attacco frontale all’estetica vuota
La prima strofa è uno dei momenti più feroci dell’intero album. Inoki attacca chi usa “dieci chili di collana”, chi sale sul palco come una modella, chi mette “settecento effetti” per mascherare l’assenza di tecnica. È una critica al rap della forma senza sostanza, dominato da estetica fashion, filtri vocali e ballerine di contorno. Inoki rimarca la differenza tra rapper e MC: il primo spettacolarizza, il secondo incide.
Quando dice “sei la copia della merda degli USA”, denuncia l’emulazione cieca dei trend americani: l’imitazione senza cultura, senza DJ, senza musicisti. È un conflitto generazionale ma anche culturale: Inoki difende la tradizione hip hop come pratica viva, non come prodotto estetico.
La critica al “falso hardcore”
Inoki smonta chi parla di strada senza averla vissuta. Il riferimento allo “smalto da viveur” è una stoccata elegante: non puoi vantare durezza se ti presenti come un personaggio da passerella. Questa barra racchiude il cuore del discorso: la credibilità nasce dal vissuto, non dai vestiti firmati. L’ossessione per lo “swag” viene presa in giro: “rap is swag, cosa swag, comprati uno stile”. Qui Inoki non attacca solo l’artista, ma l’industria che normalizza certi modelli.
Il ritornello: rispetto, identità e dinamiche da branco
“In strada e sopra il web è il rispetto che parla”: è una constatazione amara. Online come offline, la reputazione è valuta. Il ritornello suggerisce che il bullismo non finisce mai – viene riciclato da chi è stato bullizzato, in un loop tossico. La loro risposta è fare “squadra”: un richiamo ironico agli albori dell’hip hop, quando la crew era protezione e famiglia.
Strofa 2 di Vacca: critica al narcisismo digitale
Vacca prosegue il tono satirico, ma lo porta nella dimensione dei social. “Autocelebrazione e narcisismo vanno a pari passo” sintetizza la sua critica alla cultura dell’immagine. I rapper diventano personaggi costruiti: pochi contenuti, molti like. Vacca parla di “riduzione di linguaggio”: il rap si impoverisce perché gli artisti puntano sulla viralità, non sull’espressione.
“Contano i followers che c’hai, mica le barre che fai”: è il verso manifesto della sua critica. L’equazione popolarità=valore viene smontata pezzo dopo pezzo. Il riferimento al “nuovo Spike” è un gioco di parole velenoso: non Spike Lee, regista geniale, ma Spike come “spike” di notifica social.
L’omologazione come malattia generazionale
Vacca mette a fuoco una delle sue battaglie storiche: la perdita di personalità. “Manca la personalità, tutti omologati” è un j’accuse contro un’intera generazione di rapper che ripete schemi visivi e sonori senza innovare. Il riferimento agli anfibi di “Marilyn Manson” è un modo per dire che molti artisti copiando look estremi risultano ridicoli o fuori contesto, soprattutto quando manca il contenuto che quel look dovrebbe esprimere.
L’outro: bullismo, cicli e memoria
L’outro di Inoki sposta il focus dalla critica al ricordo. Riconosce che anche loro, da giovani, hanno partecipato a dinamiche di bullismo (“ora ci ridiamo sopra”). È un momento di autoironia ma anche di responsabilità: capiscono che certe dinamiche fanno parte della crescita, ma non devono trasformarsi in abusi. Per questo chiudono con una regola ferma: “la prima è non essere forte contro il più debole”. È la legge morale della vecchia scuola.
Dimensione sociale e culturale del brano
Matti d’Italia è più di un diss alla scena: è un’analisi sociale della cultura digitale. Inoki e Vacca riconoscono che oggi la visibilità è tutto, ma contestano il prezzo da pagare: omologazione, apparenza, mancanza di profondità. Il brano richiama la responsabilità dell’artista nel preservare la complessità del rap: lingua, storia, radici, presenza.
Lo stile musicale: sarcasmo su beat classico
Zibba accompagna il testo con un beat secco, tagliente, che lascia spazio alla voce. DJ Skizo non è presente in questa traccia, ma la costruzione ritmica richiama la golden age: rullante dritto, basso caldo, spazio alle punchline. Il sound è costruito per amplificare il sarcasmo e la veemenza verbale, senza sovrastrutture.
Perché “Matti d’Italia” funziona
Perché è onesto, diretto e autoironico. Inoki e Vacca non parlano dal piedistallo: si inseriscono nella stessa follia che criticano, ricordano di aver sbagliato, ma rivendicano un’etica. Il brano è una fotografia della scena italiana 2026: iperconnessa, ipervisibile, iperfragile. In questo caos, loro scelgono la vecchia strada: rispettare chi merita rispetto e non piegarsi alla superficialità.
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