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Testo e Significato di NIENTE PACE – Melons, Sick Luke ft. IvanBi


Testo e significato della canzone "NIENTE PACE" di Melons, Sick Luke ft. IvanBi, Niko Pandetta pubblicata il 13/02/2026 contenuta nell'album "SHAYTAN - EP" del 13/02/2026.

Cover dell'album 'SHAYTAN' di Sick Luke, Melons
Cover dell'album 'SHAYTAN' di Sick Luke, Melons

Testo “NIENTE PACE”:

[Testo di “NIENTE PACE” ft. Niko Pandetta & IvanBi]

[Intro]
KIID, you ready?
Sick Luke, Sick Luke

[Strofa 1: Melons]
Noi ti prendiamo i bulbi oculari
Siamo showman, quindi batti le mani, yeah
Colpi nella canna sembrano polpette
E indovina, stronzo, piovono polpette
Arrivano i soldi, mi sento happy, boy
Tu sembri Happy Hippo, tu non c’entri con noi (Eh)
Chiamo Sick Luke, facciamo un demon joint
Ti hanno sparato, son venuti con un’auto Enjoy
Tutti rapper surgelati, andate via dal mio DM
Nei miei direct mex io non voglio più Matusalemme
Entro in studio, suono sacro, diventa Gerusalemme
I miei amici fanno danno in centro, bro, sembrano bestie

[Ritornello: Melons]
Mi mangiate tutti il cazzo, boy
Money talk quando parliamo noi
Fanculo a Ghandi, niente pace, boy
Muovo un pacco di coca, vale quanto un Bitcoin
Mi mangiate tutti il cazzo, boy
Money talk quando parliamo noi
Fanculo a Ghandi, niente pace, boy
Muovo un pacco di coca, vale quanto un Bitcoin (Uh-uh)

[Interludio: Niko Pandetta]
Bu, bu, bu, bu, bu, bu
Vai, Melo

[Strofa 2: Niko Pandetta]
Sono in strada la storia, son l’erede di un impero (Oh)
Non è una sparatoria che ti renderà più vero (Oh)
*** 41, trent’anni, non provo amore
Scambio i panni sporchi con la moglie per sentir l’odore
Volete fare i gangster (Ah), veniamo mmane e mmane
Sud Italia al top, il botto lo senti fino a Milano (Bu, bu, bu)
Fai il mio nome in questura, è come se [?] il diavolo
Se sblocco la censura, sparo e mi danno l’ergastolo
Sud Ita terra bella, ma prega la Madonnina
Niko muore leggenda, come *** in Sicilia (Bu, bu, bu, bu, bu)
La famiglia è famiglia, la porto sempre vicina
Come nella guerra del ’94 ***

[Strofa 3: IvanBi]
Pah, pah, pow
Usciamo dalla merda con un bel Ferrari rosso (Vroom)
La cosa qui è veloce perché la si gioca a un tocco
Ho mani nell’impasto, farina per panettieri
Vecchia scuola, vecchie rules e vecchi mestieri
Carne di cavallo, tu sei solo un altro porco
Giuste affiliazioni, mangio al tavolo rotondo (Pow)
Assaporo ogni fetta e non lascio mica il bordo
A Catania c’è la fame che ci fa sbranare il mondo
Resident al south, for real (For real)
Non fotto coi colleghi che mi dicono bugie (Pah, pah, pow)
Odio i tradimenti, qua pagate caro (Caro)
Onore e rispetto, qua è proprio sacro (Sacro)
Bibbi, balebbe, bibbe (Pah) (Bibbe)
Da mesi in top 50, piace a tutti come Kinder
Cioccolata [?]
Con le dita, niente grinder

[Ritornello: Melons]
Mi mangiate tutti il cazzo, boy
Money talk quando parliamo noi
Fanculo a Ghandi, niente pace, boy
Muovo un pacco di coca, vale quanto un Bitcoin
Mi mangiate tutti il cazzo, boy
Money talk quando parliamo noi
Fanculo a Ghandi, niente pace, boy
Muovo un pacco di coca, vale quanto un Bitcoin (Uh-uh)

[Intro]
Sick Luke, Sick Luke
KIID, you ready?


Possibile significato del testo “NIENTE PACE”:

Un brano che non concede tregua: l’essenza di “NIENTE PACE”

“NIENTE PACE” di Melons e Sick Luke, con i featuring di Niko Pandetta e IvanBi, è uno dei pezzi più aggressivi e simbolici dell’EP “SHAYTAN”, pubblicato il 13 febbraio 2026. Fin dalle prime barre, il brano trasforma l’ascolto in un territorio di guerra: niente pace, appunto. La produzione di Sick Luke e KIID amplifica ogni immagine, rendendo la traccia un mix di violenza iconografica, ironia distorta e realismo sporco che racconta un certo modo di vivere la strada, tra potere, sopravvivenza e identità spezzate.

La prima strofa: ironia dark, violenza simbolica e riferimenti pop ribaltati

Melons apre il brano con immagini che oscillano tra crudeltà caricaturale e sarcasmo. La linea sui “colpi nella canna che sembrano polpette” richiama volutamente, anche se in forma grottesca, il film d’animazione Piovono polpette: nel film, il cibo cade dal cielo come conseguenza di una macchina fuori controllo. Qui la metafora viene distorta per rappresentare proiettili che “piovono” addosso ai nemici, trasformando un riferimento innocente in un’immagine brutale. È un modo per rimarcare che nel loro mondo anche ciò che appare innocuo diventa arma.

Quando Melons si paragona a uno “showman” che pretende applausi mentre racconta violenza e caos, svela l’essenza della trap più teatrale: eccesso, spettacolo e dominio. Ogni riga è costruita per mostrare superiorità, potere, appartenenza a un ecosistema dove solo i più spietati sopravvivono.

La cultura della strada tra codici, esclusioni e dominio del territorio

Tutta la strofa di Melons gioca sul contrasto tra chi appartiene al “giro” e chi invece ne è escluso. I rapper “surgelati” da tenere fuori dai DM rappresentano chi non ha la credibilità per stare nel loro stesso ambiente. Quando parla dello studio che diventa “Gerusalemme”, l’immagine non è religiosa ma simbolica: un luogo sacro e intoccabile dove ciò che viene creato ha un valore superiore. In questo contesto, gli amici che “fanno danno in centro” sono la rappresentazione della forza collettiva, del branco, della famiglia alternativa a cui l’artista riconosce autorità.

Il ritornello: zero pace, zero compromessi

Il ritornello di Melons è una dichiarazione di intenti senza mezzi termini. La provocazione “fanculo a Gandhi, niente pace” non è un attacco diretto alla figura storica, ma un modo iperbolico per comunicare che nella loro realtà non esistono riconciliazioni, tregue, morale o diplomazia. L’unica lingua che conta è quella dei soldi, delle regole non scritte della strada. L’immagine del “pacco di coca che vale quanto un Bitcoin” unisce economia illegale e mercato digitale, mostrando come la mentalità trap viva la ricchezza come un flusso continuo, liquido, in costante movimento.

Niko Pandetta: il peso della storia criminale e l’eredità del Sud

La seconda strofa, affidata a Niko Pandetta, porta un cambiamento di atmosfera. Qui la narrativa non è solo estetica: c’è un richiamo forte alla tradizione criminale del Sud Italia, al concetto di “famiglia” intesa come fratellanza e rispetto. Niko si definisce “erede di un impero” e sottolinea come non siano le sparatorie a rendere autentici, ma la reputazione, la storia e il peso dei legami.

Quando racconta di “sentire l’odore dei panni sporchi” o del botto che “si sente fino a Milano”, accentua il divario Nord-Sud e la sua volontà di rappresentare la propria terra in maniera orgogliosa, anche attraverso immagini dure. Il riferimento alla guerra del ’94 rimanda alla violenza del passato e rafforza la sua narrativa di vita vissuta, fatta di cicatrici reali e non estetiche.

IvanBi: fame, affiliazioni e il Sud come regno di sopravvivenza

La strofa di IvanBi continua l’immaginario iniziato da Pandetta: il Sud diventa un territorio di fame, lotta e orgoglio. L’immagine del “Ferrari rosso che esce dalla merda” è una metafora del riscatto, tipica del rap: partire dal basso e arrivare a simboli di lusso e potere. La “farina per panettieri” come riferimento alla cocaina è una barra classica della trap, giocata però su un doppio binario tra ironia e realtà.

I “vecchi mestieri” e le “vecchie regole” indicano che IvanBi appartiene a una scuola di pensiero che non cambia con le mode: onore, rispetto e affiliazioni contano più di qualsiasi successo momentaneo. L’immagine di Catania che “sbrana il mondo” rafforza il ruolo della fame come motore della loro identità.

La parodia virale e la barra nonsense di IvanBi

Il verso “Bibbi, balebbe, bibbe” è un riferimento alla parodia virale su TikTok nata dopo l’uscita di un altro brano dell’artista, in cui l’AI ha alterato la sua voce creando un effetto comico. IvanBi, invece di evitarla, ha scelto di riappropriarsi della parodia usandola nei suoi contenuti. Questo gesto dimostra la capacità dell’artista di cavalcare l’ironia del web senza perdere credibilità, trasformando uno scherzo in un marchio identitario e ribadendo come nella trap contemporanea anche il meme può diventare arma culturale.

Potere, soldi e linguaggio della strada

In tutto il brano, potere e denaro sono linguaggi primari: la logica è quella della sopravvivenza, della gerarchia, della meritocrazia spietata della strada. “Money talk” significa che i soldi parlano per loro, che stabiliscono chi conta davvero. La ripetizione del ritornello non serve solo a cementare il messaggio, ma a ricordare che per loro non esistono vie di mezzo: nessuna pace, nessuna tregua, nessun compromesso.

Il ruolo della produzione: oscurità, tensione e impulsi viscerali

La produzione di Sick Luke e KIID è fondamentale per comprendere l’atmosfera del brano. Le sonorità sono scure, serrate, taglienti. La base non accompagna: incalza. È costruita per far risaltare la cattiveria delle barre e per creare un ambiente sonoro che rifletta la tensione costante del testo. Tutto è rapido, aggressivo, senza respiro.

“NIENTE PACE” come manifesto dell’EP

All’interno di “SHAYTAN”, il brano rappresenta perfettamente il concept generale: un viaggio nelle zone più nere dell’identità umana, tra rabbia, ambizione, fame e instabilità emotiva. La figura del “demone”, centrale nell’album, si ritrova qui come metafora dell’inquietudine interiore che non lascia spazio alla calma. Ogni artista porta una sfumatura diversa, ma tutti contribuiscono a costruire un messaggio unico: chi vive in questo mondo non trova pace perché la pace significa fermarsi, e fermarsi significa perdere.

“NIENTE PACE” è quindi molto più di un brano provocatorio: è un manifesto esistenziale. È la dichiarazione di chi ha imparato a convivere con il caos, trasformandolo in forza.




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