13/02/2026
8 min
10 Views
Testo e Significato di nuda in casa #41 – dedde
Testo “nuda in casa #41”:
[Testo di “nuda in casa #41”]
[Intro]
Ahah, yo, Twelvino sta scannando
[Ritornello]
Eh, guarda, da che mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda
Da che mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda
[Strofa 1]
Cos’hai combinato? Non riesci più a stare a casa
Non è stare bene sparire, tornare ubriaca
Non è stare bene lasciarmi qua la tua giacca
Vuoi farmi vedere che ti ricordi la strada, eh-eh-eh
Il tempo corre, non cambiamo mai
Quante cose che non sai, vorrei vedere te
Ho smosso Torino in una night, guadagnato solo guai
E adesso chi c’è c’è
[Pre-Ritornello]
E poi mi fai un’ora di colloquio, trovi mai di nientе di buono
Non credi alla mia parola ma vuoi che una canzone parli di noi
[Ritornello]
Eh, guarda, da chе mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda
Da che mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda (Uoh, uoh, uoh, siamo a Torino)
[Strofa 2]
Beh, beh, beh, sì
Continuiamo ad odiarci pure se ormai siamo diversi (A far la guerra)
Senza mai separarci fisicamente (Scopiamo) ci siamo persi (Ci siamo persi)
A-Ascolti malelingue al bar ([?]), dormi male, ti stressi ([?])
Ridi, lanci gli oggetti, spareresti fossero ferri
Ho visto mille cose orribili, tipo tatuarsi per me
Ho visto mille cose orribili, tipo chi torna con l’ex (Con l’ex)
Ah, ah, ah, ah, ah
Perché pure dopo il finimondo ci mettiamo un secondo a far pace io e te
[Pre-Ritornello]
E poi mi fai un’ora di colloquio, trovi mai di niente di buono
Non credi alla mia parola ma vuoi che una canzone parli di noi
[Ritornello]
Eh, guarda, da che mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda
Da che mi giravi nuda in casa
Che cosa è cambiato, perché sei cambiata?
Stringi i denti, so che è complicato
Cosa ho combinato da solo, guarda
Possibile significato del testo “nuda in casa #41”:
“nuda in casa #41”: amore tossico, memoria urbana e verità scomode
“nuda in casa #41” di dedde è uno scatto a fuoco fisso su una relazione che si sgretola mentre la città resta accesa. La produzione di Twelverizz imposta un tappeto sonoro teso e minimale, perfetto per far respirare barre che mescolano confessione e cronaca personale. Qui non c’è posa: c’è un ragazzo che fa i conti con ciò che ha perso, con ciò che ancora lo tira dentro, e con la difficoltà di navigare tra rabbia, desiderio, abitudine e rimorso. Il risultato è un racconto urbano che intrappola il lettore tra salotti, bar di quartiere e notti troppo lunghe, dove le parole pesano più dei silenzi.
Dal frame domestico al corto circuito emotivo
Il ritornello apre e chiude il cerchio con una scena domestica potentissima: “da che mi giravi nuda in casa”. L’immagine non è solo erotica, è memoria. È il promemoria fisico di un’intimità vissuta senza filtri, oggi sostituita da domande martellanti: “che cosa è cambiato?”, “perché sei cambiata?”. Dentro quelle domande c’è il corto circuito emotivo: si sente di aver combinato qualcosa di irreparabile, ma non si trova il bandolo per rimettere tutto in fila. La formula che si ripete – stringere i denti – fotografa il tentativo di resistere all’onda d’urto, sapendo che non basta.
Stare male non è sparire: la prima strofa come manifesto
Nella strofa 1 l’io narrante rovescia il tavolo: “non è stare bene sparire, tornare ubriaca”. È la messa al bando delle giustificazioni romantiche. Sparire e tornare non è ribellione, è fuga. Lasciare una giacca per “ricordare la strada” è un gesto che mischia rivalsa e manipolazione: un segnalibro emotivo per rientrare quando conviene. Qui dedde spinge su una regola semplice ma scomoda: chiamare le cose col loro nome, senza estetizzare la tossicità.
Torino come co‑protagonista
“Ho smosso Torino in una night, guadagnato solo guai”: la città non è sfondo, è co‑protagonista. Torino diventa la camera di risonanza del caos interiore: tra locali, giri di notte e ritorni storti, la metropoli amplifica ogni frattura. Non è la city dei grandi slogan: è il luogo dove la reputazione pesa, dove una mossa sbagliata ti torna addosso il giorno dopo. La parentesi “(uoh, uoh, uoh, siamo a Torino)” nel ritornello non è un ad‑lib casuale: è un timbro geografico che certifica da dove parte il dolore.
Parole che non bastano più
Il pre‑ritornello è un dialogo a sangue freddo: “un’ora di colloquio… non trovi mai niente di buono”. Lei non crede alla sua parola, e pretende che “una canzone parli di noi”. È la contraddizione perfetta tra narrazione e verifica: scambi di accuse, check incrociati, bisogno di proof. In un mondo in cui tutto si documenta – chat, storie, canzoni – l’amore finisce in una richiesta di prova d’autore: se non lo scrivi, forse non è vero.
La guerra fredda dei corpi: la seconda strofa
La strofa 2 mette in scena l’anomalia più comune delle coppie al capolinea: “continuiamo ad odiarci… senza mai separarci (scopiamo)”. È la guerra fredda dei corpi: ci si fa male restando vicini, perché staccarsi fa ancora più paura. Le malelingue al bar, l’insonnia, gli oggetti lanciati: dedde elenca senza compiacimento. Colpisce la coppia di versi “ho visto mille cose orribili, tipo tatuarsi per me / …chi torna con l’ex”: due estremi della stessa dipendenza, il marchio per sempre e il ritorno all’errore. Poi il colpo di scena: “dopo il finimondo ci mettiamo un secondo a far pace io e te”. Un loop lucidissimo: devastazione – tregua – di nuovo devastazione.
Maschere, ruoli e responsabilità
Tra le righe, la canzone ragiona su chi fa che cosa. Non c’è un colpevole unico: c’è una catena di responsabilità. Lui riconosce di aver “combinato” da solo, ma rifiuta le messinscena – sparire, tornare ubriaca, lasciare indizi. Lei non si fida, però chiede alla musica di certificare il legame. Tutto resta appeso in una zona grigia dove la verità non è ciò che provi, ma ciò che riesci a dimostrare all’altro.
La scrittura di dedde: punchline quotidiane, zero filtro
Il lessico è asciutto, concreto, torinese. Nessun giro di parole, tante immagini che sanno di casa: la giacca lasciata, il bar che spettegola, la night che ti cambia la notte e la reputazione. Sono punchline quotidiane: da una parte l’iperbole (“finimondo”), dall’altra il dettaglio prosaico (“un’ora di colloquio”). Il contrasto è la leva che tiene in piedi l’intero brano.
Produzione: pressione costante, spazio alla voce
Twelverizz costruisce un beat che non cerca fuochi d’artificio: cassa regolare, basso sobrio, synth che tengono la pressione e lasciano aria alle sillabe. L’andamento è ciclico come la relazione: il ritornello torna uguale, ma ogni volta pesa di più perché nel frattempo sono passate nuove immagini, nuovi torti, nuove confessioni.
“Stringi i denti”: il mantra del disincanto
“Stringi i denti, so che è complicato”: è la frase che torna e che definisce il tono della canzone. Non promette salvezza, non propone soluzioni romantiche: chiede resistenza. È l’etica del disincanto: riconoscere la ferita, smettere di far finta, tenere botta finché passa l’onda. E se non passa? Allora la si attraversa, ma a viso aperto.
Perché “nuda in casa #41” funziona
Perché non mente. Perché usa la vita di tutti i giorni – appartamenti, bar, taxi notturni, litigate – per raccontare una verità scomoda: ci si può amare male, a lungo, e sapersi riconoscere solo quando ormai è troppo tardi. dedde non fa il moralista, non cerca l’applauso facile: mette giù una fotografia nitida e la lascia parlare. Se ci rivedi pezzi della tua storia, è perché il pezzo non costruisce eroi – costruisce persone.
Linee chiave da riascoltare (e perché)
• “Da che mi giravi nuda in casa” – la memoria fisica dell’intimità che non torna più.
• “Non è stare bene sparire, tornare ubriaca” – smonta il mito della fuga romantica: è solo malessere con un travestimento.
• “Ho smosso Torino in una night” – la città come cassa di risonanza del caos interiore.
• “Dopo il finimondo… un secondo a far pace” – definizione perfetta del loop tossico.
Uno specchio sul 2026
Pubblicata in un contesto sociale in cui le relazioni vengono spesso convalidate da contenuti e notifiche, “nuda in casa #41” suona attuale perché mette a nudo l’impossibilità di autenticare l’amore quando manca la fiducia. Eppure, proprio in questo vuoto, la canzone trova il suo posto: una stanza mezza buia, due persone che non sanno più dove andare, e una città che non smette di girare.
Se vuoi leggere altri testi e significati delle canzoni visita la nostra sezione dedicata ai testi di canzoni rap. Scopri discografie, album, crediti e molto altro di dedde ed altri artisti. Non perderti i contenuti extra: seguici subito su Facebook e Instagram!


