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Testo e Significato di MANESKIN MELODIA – Nabi


Testo e significato della canzone "MANESKIN MELODIA" di Nabi pubblicata il 13/02/2026 contenuta nell'album "DIAMANTE" del 13/02/2026.

Cover dell'album 'DIAMANTE' di Nabi
Cover dell'album 'DIAMANTE' di Nabi

Testo “MANESKIN MELODIA”:

[Testo di “MANESKIN MELODIA”]

[Intro]
‘kay, okay, okay, ‘kay, ‘kay, ‘kay, ah
Grr, ah, baing-baing

[Strofa 1]
Voi state sotto al mio cazzo, vieni e fammi un pompino
Gros, sto pagando ancora sbagli che ho fatto da più piccolo
Sto coi ladri, rubo ai bravi perché i tuoi bravi fingono
Di esser bravi, ma i tuoi bravi col sorriso tradiscono
G, siam stanchi, ci prendiamo il posto di queste kaïra
Tiratemi fuori da ‘ste vicende, non mi riguardano
So come spaccarti la porta, abusarti in casa
Ma te ti abusi già da solo, sembri una psicopatica
Eh-eh, ho rabbia, dentro me è tanta
Ma metto argento sui denti e il sorriso risalta
Dentro a ‘sti pezzi sembrate dei negri di Atlanta
Ma quando un lupo vero marca nessuno parla
Vivo e scrivo storie crude, qua non esiston magie
‘Ste puttane scuotono il culo sulla mia melodia
Porci sottopagati ci mettono in casa microspie
Perché gli rode il culo e vorrebbero aver la nostra vita

[Ritornello]
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi

[Strofa 2]
Invidiosi chiede clout, vogliono quello che ho
Ma, se va a fuoco il mio iCloud, è perché il mio piatto era vuoto
Nella vostra testa il caos, fumo solo e mi consolo
Rendo i miei nemici clown, perché ti dai schiaffi da solo?
Bu-bullet per dei billets, contatti in rubrica
Dovrei stare per le mie per non tornar più come prima
Kho, facciamo pazzie se c’ho più soldi di prima
Ho imparato a pensare al mio prima ancora di aver la mia
Mando G a bucarti, saran ben pagati
Miskine chi subirà i nostri soldi spesi
Si svenan per farmi, prenderanno schiaffi
Son peggio di questo, che cazzo credevi?
Più di trenta K in tre anni in avvocati
So come sciacquarmi dal cazzo i problemi
So come render più drogati i drogati
Stando coi drogati, troie e marciapiedi

[Ritornello]
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi

[Strofa 3]
Milano, Milano, Milano città nostra
Veniamo con armi in mano e penetriamo in casa vostra
‘Ste troie san chi siamo, noi non passiamo di moda
Come l’astuccio e lo zaino in cui vi ci infiliam droga
San che questo è il mio anno, che ve lo metto in bocca
Occhi dal pianista al piano, piano piano andiam sopra
Penetreremo da te, ci scriverò sopra “tess”
Muovo questo, muovo quello, tra poco picchio i Måneskin
Stase’ sto fuori di me, tendiamo ad esser molesti
Piglio una stanza d’hotel, vivo ciò che manifesti
Sto su un quad a Marrakech, turbanti sembriamo dei
Vi insegno io a fare rap, mando a casa questi lesi

[Ritornello]
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi
Lupi fuori per i cash, sgravi con i khei
Un giorno risolveremo tutti quei problemi
Soci miei chiusi o hebs, sangue per i miei
Verranno a chieder di noi, torneran coi buchi ai piedi


Possibile significato del testo “MANESKIN MELODIA”:

“MANESKIN MELODIA”: tra hybris di strada, name‑drop e un messaggio scomodo

“MANESKIN MELODIA” di Nabi (prod. Ceva) è un pezzo che corre su due corsie: da un lato la cronaca nuda e cruda di un ambiente fatto di debiti, processi, diffidenze e hustle quotidiano; dall’altro la costruzione di un character rap iper‑competitivo che sfrutta provocazione, immagini forti e riferimenti pop per marcare il territorio. La “melodia” del titolo non è carezza: è il loop in cui le trope del rap si incastrano con la biografia, fino a suonare come un inno bellico.

La chiave d’accesso: rabbia sociale che diventa estetica

Fin dall’intro il tono è dichiarato: qui non ci sono quadri da museo, ma frammenti di realtà che sporcano. L’idea è che in certi posti lo sfogo non è concesso: accumuli, trattieni, poi riversi tutto nel microfono. Questa è la logica del brano: la rabbia non è un fine, è un carburante. Nabi la mette in metrica per tenere il controllo su un contesto che, altrimenti, lo travolgerebbe.

“Sto pagando ancora sbagli da più piccolo”: la colpa che ti cammina accanto

La prima strofa piazza una confessione importante: i debiti del passato non scadono quando vuoi tu. L’immagine dei “bravi che fingono” evidenzia un secondo pilastro del pezzo: la diffidenza strutturale. I “bravi” sorridono e tradiscono, i “lupi” annusano la bugia; i ruoli sono già scritti, e cambiare casella costa fatica, soldi e rischio.

Gergo, ibridazioni e codice di appartenenza

Nel testo convivono italiano e slang (eco francofone e nord‑africane, termini come “kaïra”, “hebs”, “khei”): è un lessico che non punta a piacere a tutti, ma a riconoscere i propri. È un badge di appartenenza e, insieme, una barriera: se capisci il codice, sai da dove parlo; se non lo capisci, accetti di entrare in ascolto senza comandare il racconto.

La linea editoriale del disincanto

“Dentro a ’sti pezzi sembrate…” è una stoccata alla scena: tanti suonano come cliché d’Atlanta, ma quando il “lupo vero marca” il campo resta vuoto. L’iperbole sporca (“microspie”, “porci sottopagati”) è teatro urbano: serve ad alzare il volume dell’ingiustizia percepita, a ricordare che il controllo – istituzionale o privato – pesa sulle vite piccole tanto quanto sugli headline.

Il ritornello: un patto di mutuo soccorso

Lupi fuori per i cashsangue per i miei”: qui c’è la foto del branco. La priorità è chiara: monetizzare per salvare i propri, proteggere i legami stretti, non mollare la presa. La promessa “un giorno risolveremo tutti quei problemi” non è romantica: è una minaccia al sistema e, allo stesso tempo, un voto interno alla crew. Il colpo di coda – “torneran coi buchi ai piedi” – è un’immagine di deterrenza: chi viene a cercarci, torna segnato.

Economia morale e linea rossa

Nella seconda strofa, l’economia entra di traverso: bills, avvocati, contatti, “più di 30K in tre anni”. Non è flex gratuito: è il costo della sopravvivenza quando sei costretto a difenderti su più fronti – giudiziario, di strada, psicologico. “So come sciacquarmi dal cazzo i problemi” è la versione spietata del problem solving in un contesto dove spesso la mediazione non esiste. Funziona, ma ti consuma: e il pezzo non lo nasconde.

Autolesionismo sociale: “ti dai schiaffi da solo”

Una delle barre più rivelatrici è quella che ribalta la responsabilità: l’invidioso chiede clout, ma “si dà schiaffi da solo”. È la fotografia delle dinamiche tossiche intorno al successo: se non ti vuoi bene, nessun risultato basta. Nabi spinge l’acceleratore su un concetto duro: non tutti vogliono davvero cambiare, molti preferiscono il ruolo di comparsa indignata.

Milano come territorio e totem

La terza strofa è tutta topografia e dominio: “Milano città nostra”. La città non è solo sfondo – è posta in gioco. L’inventario (hotel, quad, Marrakech, turbanti) disegna uno scenario espanso: dal locale al globale senza soluzione di continuità, come succede davvero a chi vive di strada ma guarda all’export culturale. La minaccia “vi insegno io a fare rap” è, insieme, arroganza da battler e rivendicazione di autenticità.

La provocazione Måneskin: perché chiamarli in causa

Il titolo e la barra “tra poco picchio i Måneskin” sono una mossa rhetorical: accostare la propria “melodia” alla band italiana più globale significa misurarsi con lo status pop del momento. Non è (solo) dissing: è la volontà di dire “posso stare nello stesso respiro mediatico, anche se vengo da un’altra traiettoria”. È un grimaldello per far parlare del pezzo e, allo stesso tempo, per marcare la distanza fra mainstream patinato e ruvidezza di quartiere.

Violenza simbolica e performance narrativa

Nel testo ricorre un immaginario iper‑aggressivo (armi, ingressi forzati, penetrazioni usate come metafore di dominio). Leggerlo alla lettera è un errore: la funzione è performativa. È rap da ring, dove l’iperbole serve a guadagnare spazio sonoro e a colpire l’immaginazione. C’è però una consapevolezza di fondo: “vivo ciò che manifesti” suggerisce che il racconto, se reiterato, plasma il reale. La linea tra persona e persona resta pericolosamente sottile.

Etica del branco vs. etica civile

Il brano mette in frizione due sistemi valoriali: quello della lealtà verticale (ai “miei”, alla crew, alla famiglia allargata) e quello della collettività. La canzone non finge di conciliarli: fa vedere cosa succede quando il secondo non funziona – disoccupazione, selezione ai margini, processi costosi – e perché il primo, pur ruvido, appare a molti l’unica rete di sicurezza.

Il suono: perché la “melodia” resta

Ceva costruisce un tappeto dove linee melodiche scure e drums secche permettono al ritornello di stamparti addosso il mantra dei “lupi”. La cadenza martellante delle chiuse (“torneran coi buchi ai piedi”) funziona come slogan: semplice da ricordare, difficile da ignorare. È qui che il titolo si giustifica: la melodia è arma e rifugio.

Cosa resta in cuffia

Hybris: la spavalderia non è posa, è armatura.
Debito: economico, legale, emotivo – è il vero antagonista.
Codice: chi sa, capisce; chi non sa, ascolta e impara.
Provocazione: i nomi grossi servono per fare rumore, ma anche per misurarsi con lo status quo.
Riscatto: promesso ai “miei”, strappato a morsi al contesto.

Perché “MANESKIN MELODIA” funziona

Perché non ha paura di sporcare il racconto, di esagerare le immagini, di confondere voluto e vissuto. È un pezzo che non chiede scusa: attacca, rivendica, promette. E nel farlo restituisce una fotografia credibile di un certo presente urbano, in cui il successo è fragile e l’identità si difende a denti stretti. La “melodia” di Nabi, più che cantare, morde.




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