04/02/2026
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Testo e Significato di Only – Lorenzza
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Testo “Only”:
[Testo di “Only”]
[Intro]
[?]
Ah
[Strofa 1]
Odio il mio passato e io quando lo rimpiango
Fingo che non sia paura finché non mi crede
Ai miei sogni più grandi ho sempre detto no
Fai pace col dolore finché non diventa un’arma
Fai guerre col destino finché non diventa calma
E se mi sento figa, non è l’arroganza
Se senti la distanza, è perché cerco di distrarmi
Henny mi fa hot, altro shot, paga Enny
Sogni nel cassetto tra gli armadi con le termiti (Con le termiti)
E solo i ricchi dicono che basta crederci (Che basta crederci)
E sono io la cameriera licenziata
Perché non esistono finali, ma soltanto nuovi inizi
[Ritornello]
E scusa, ma
Fotterò il destino senza farci pillow talking
Sе tra queste facce è la mia chе ricordi
Lascia che ‘sti cash facciano terapia
Finché sarò la o-o’, finché sarò la o-only
E sarò io la o-o’, sarò la o-only, only
[Strofa 2]
Miu Miu sui miei fianchi, ti fa andare furious
Sto dall’altro lato del giusto
Quando l’alcol tocca le mie scelte
Ho le tasche troppo aperte
Vivendo veloce giorni in cui mamma muore lenta, ah
E una bugia sempre più svelta
Gonfia queste troie, non gli serve più il lip filler
Fine dei giorni in cui faccio colare il rimmel
Tu sei ancora lì in quella strofa che non canto
Tra gli incubi che tengo accanto
Mentre spendo ogni dolore che mi pare
Con la para delle tasse e andare in pari
Lascia che sia donna vera
E che cazzo, non sempre sincera
[Ritornello]
E scusa, ma
Fotterò il destino senza farci pillow talking
Se tra queste facce è la mia che ricordi
Lascia che ‘sti cash facciano terapia
Finché sarò la o-o’, finché sarò la o-only
E sarò io la o-o’, sarò la o-only, only
[Outro]
(Finché sarò la o-only)
(Sarò la o-only, only)
[?] but I’m the only one
[?]
A chi era con me quando non c’era nessuno
Quando forse non c’ero nemmeno io
A chi nel rumore ha sentito una canzone
A chi nel mio passato ha visto un futuro (Lorenzza)
A chi ha visto un destino, ma ne fatto un altro
A Lorenzza
Possibile significato del testo “Only”:
“Only”: vulnerabilità, forza e identità nel percorso di Lorenzza
Only, pubblicata il 4 febbraio 2026 da Lorenzza e prodotta da Oddsphere, è uno di quei brani che mettono subito in chiaro l’intensità emotiva dell’artista. All’interno dell’EP A Loren2za, uscito pochi giorni dopo, la traccia assume un ruolo quasi manifesto: un autoritratto sincero, frammentato, costruito su contrasti e conflitti interiori. Il testo mostra un viaggio nella crescita personale, nei traumi del passato, nelle scelte fatte troppo in fretta e nelle cicatrici che diventano armi. Lorenzza riesce a trasformare la sua storia in un racconto crudo e affilato, senza mai rinunciare alla musicalità e all’attitudine rap che caratterizzano la sua scrittura.
Il passato come ferita ma anche come motore
La prima strofa apre con una confessione diretta: “odio il mio passato e io quando lo rimpiango”. È un rapporto ambivalente, quello con la storia personale. Il passato diventa un luogo da cui fuggire ma anche un terreno da cui imparare. Lorenzza affronta il rimorso e la nostalgia con un misto di ironia e lucidità, come se sapesse che negare ciò che è stato sarebbe inutile, ma lasciarsi schiacciare da esso sarebbe peggio.
La frase “fingo che non sia paura finché non mi crede” descrive bene la dinamica tra vulnerabilità e autodifesa: fingere di non avere paura finisce per diventare una strategia di sopravvivenza. Il testo lascia intravedere che l’artista ha imparato presto a nascondere fragilità e timori, costruendo una corazza emotiva che però non impedisce allo spettro del passato di tornare quando meno se lo aspetta.
Sogni negati, dolore trasformato in arma
La barra “ai miei sogni più grandi ho sempre detto no” racconta una realtà comune a molti: il timore di non essere abbastanza o di non avere spazio nel mondo. Lorenzza ammette di essersi auto-limitata, forse per paura del fallimento. Ma subito dopo arriva il riscatto: “fai pace col dolore finché non diventa un’arma”. Il dolore, invece di paralizzare, diventa strumento di forza.
È un concetto potentissimo: la sofferenza non viene cancellata, ma trasformata. L’artista parla di guerre con il destino—metafora di conflitti interiori, scelte difficili e momenti in cui sembra che tutto remi contro—fino a far emergere una calma conquistata con fatica.
Autostima, distanza e distrazione
Quando Lorenzza dice “e se mi sento figa, non è l’arroganza”, afferma il diritto all’autostima in un contesto spesso ostile, dove soprattutto le donne vengono giudicate per ogni gesto. La distanza emotiva, invece, diventa un modo per sopravvivere: “se senti la distanza è perché cerco di distrarmi”. Non è freddezza, ma autodifesa.
In mezzo alle barre compare anche l’alcool come parte del suo immaginario notturno: l’Henny che la “fa hot”, i colpi dentro locali pieni di distrazioni. Ma dietro quella facciata ci sono “sogni nel cassetto tra gli armadi con le termiti”: sogni che rischiano di marcire, corrosi dal tempo, dalla precarietà, dall’ambiente.
Ricchezza, sacrifici e nuovi inizi
La strofa si chiude con una denuncia implicita: “e solo i ricchi dicono che basta crederci”. Una frase che smonta il mito motivazionale secondo cui la determinazione sarebbe sufficiente per farcela. Lorenzza mette le mani nella realtà: a volte servono condizioni favorevoli che non tutti hanno. La cameriera licenziata che non vede finali, ma soltanto nuovi inizi, è una versione di sé che racconta la precarietà e allo stesso tempo la rinascita. La sua storia diventa un inno alla resilienza: non ci sono finali definitivi, solo transizioni.
Ritornello: autosufficienza e desiderio di essere ricordata
Nel ritornello Lorenzza svela la parte più ambiziosa del suo carattere: “fotterò il destino senza farci pillow talking”. Qui il destino è visto come qualcosa da sfidare, non da accettare passivamente. La volontà di incidere nella memoria delle persone—“se tra queste facce è la mia che ricordi”—esprime un bisogno di riconoscimento che va oltre fama o ricchezza. È una richiesta di validazione emotiva, di lasciare un segno tangibile.
Il riferimento ai “cash che fanno terapia” è sia ironico sia reale: i soldi non comprano la felicità, ma permettono di respirare, di uscire da situazioni soffocanti, di accedere a un minimo di stabilità. La ripetizione del suono “o-o’ / o-only” diventa una dichiarazione d’identità: lei sarà “l’unica”, nel senso di unica versione di sé stessa, non intercambiabile con nessuno.
Seconda strofa: eccessi, perdita e vulnerabilità
La seconda strofa è ancora più intensa della prima. Il riferimento a Miu Miu come elemento di potere estetico mostra la doppia identità di Lorenzza: fragile ma anche fiera, elegante ma caotica. “Sto dall’altro lato del giusto quando l’alcol tocca le mie scelte” suggerisce scelte sbagliate fatte nei momenti in cui il controllo vacilla.
La descrizione della madre che “muore lenta” è una delle barre più dolorose del brano: un’immagine che porta il racconto al confine tra vita privata e tragedia familiare. È un dolore che l’artista porta addosso e che influisce sulla sua crescita emotiva, sulle sue scelte e sul senso di responsabilità.
Bugie, apparenze e sopravvivenza
La barra “una bugia sempre più svelta gonfia queste troie, non gli serve più il lip filler” è una critica ironica alle apparenze gonfiate, alle narrazioni fasulle che sostituiscono la realtà. Lorenzza parla di un mondo fatto di maschere, filtri, bugie che rimpiazzano bisogni reali.
Segue una serie di immagini fortissime: rimmel che cola, incubi che restano accanto, soldi spesi per mitigare il dolore, tasse da pagare che riportano alla realtà. Lorenzza vuole essere una “donna vera”, ma allo stesso tempo ammette che la sincerità assoluta non è sempre possibile. È un ritratto autentico di una donna che vive in bilico tra verità e necessità.
Outro: gratitudine, rinascita e memoria
L’outro è un messaggio rivolto a chi c’era quando nessuno la vedeva. È una dedica a chi ha creduto in lei anche quando lei stessa non c’era davvero, quando stava ancora cercando di capire chi fosse. Lorenzza ringrazia chi ha sentito una canzone nel suo rumore, chi ha visto un futuro nel suo passato, chi ha scelto di credere nel suo destino anche quando lei stessa voleva cambiarlo.
La frase finale “A Lorenzza” è un autoriconoscimento: un abbraccio a sé stessa, un atto di autocompassione che chiude il cerchio del brano.
Il significato complessivo di “Only”
Only è un brano che parla di identità, trasformazione e lotte interiori. Racconta la crescita emotiva di un’artista che ha dovuto affrontare dolore, precarietà e mancanze, ma che ora rivendica il proprio spazio. Lorenzza mostra come la forza nasca spesso da ferite profonde, come la fragilità possa diventare potere e come l’amore per sé stessi richieda coraggio più di qualsiasi altra battaglia.
È un pezzo che parla a chi ha paura del passato, a chi combatte contro un destino che sembra già scritto, a chi sta ancora imparando a dire di sì ai propri sogni. Con Only, Lorenzza firma una confessione potente e autentica, lasciando intravedere un percorso artistico che promette ancora molte verità.
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