20/02/2026
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Testo e Significato di Vacca – Inoki, Vacca
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Testo “Vacca”:
[Testo di “Vacca”]
[Strofa 1: Inoki]
Sono nato a Cagliari il 21 ottobre (Casteddu)
Era l’anno del Signore 1-9-7-9
Vengo da un altro millennio, da una terra antica, la più antica
E a noi che siamo hip hop piace chiamarla Wessisla
È qui che tutto inizia, ma lo sa pure la luna
Molti di noi emigrano in cerca di fortuna
Viaggiano verso il continente a lavorare fuori
La storia di tanti, anche dei miei genitori
Erano gli anni Ottanta, noi siamo a Milano in centro
A scuola nel quartiere tutti ricchi, per me è diverso
Mia madre deve sbattersi, lavora fino a sera
Passo l’infanzia tra Sardegna e casa di ringhiera
Mi muovo in zona tra Colonne e via Giangiacomo
E da lì al Muretto a fare il rap è un attimo
L’Armata 16, San Babila, l’Indian Café
La vecchia scuola di Milano vivе dentro me
[Ritornello: Inoki]
Sono la vecchia scuola, sono la nuova scuola
Sono quеllo che spinge oggi e che spingeva allora
Sono il freestyle, sono la trap, la drill e la dancehall
E, quando io me lo prefisso, io raggiungo il goal
Io sono Vacca Don, sono una testa calda
Ho un cuore grande, ma, se provochi, l’orgoglio parla
Sono una testa sarda, tu puoi chiamarmi Vacca
Sono una testa calda, tu puoi chiamarmi Vacca
[Strofa 2: Inoki]
Con VH ho cominciato a farlo seriamente
Mr. Cartoon, Dei at work agglomerava gente
Faccio quello che voglio, sono un Poco di buono
Ti serve un Accalappianani per fermarmi, uomo
Non prima delle 6:10 se vuoi discussioni
Arrivo Sporco sulle instru, gioco coi migliori
Sempre me stesso, Pelleossa, faccio le mie guerre
Finché la musica mi porta verso nuove terre
Da Quarto Oggiaro al Miss Combino, faccio tutti i club
Fino in Giamaica a Kingston, nella terra di Bob
Lì ho trovata la mia pace, è nata la mia princess
Arriva Zuri ed incomincia il mio vero bless
Sono cambiato, ho imparato ad avere pazienza
Dai miei capelli ai miei tattoo, vedi la differenza
Poi ancora una benedizione, è arrivata [?]
Ma io sono rimasto un ultras coi vecchi ideali
[Ritornello: Inoki]
Sono la vecchia scuola, sono la nuova scuola
Sono quello che spinge oggi e che spingeva allora
Sono il freestyle, sono la trap, la drill e la dancehall
E, quando io me lo prefisso, io raggiungo il goal
Io sono Vacca Don, sono una testa calda
Ho un cuore grande, ma, se provochi, l’orgoglio parla
Sono una testa sarda, tu puoi chiamarmi Vacca
Sono una testa calda, tu puoi chiamarmi Vacca
Sono la vecchia scuola, sono la nuova scuola
Sono quello che spinge oggi e che spingeva allora
Sono il freestyle, sono la trap, la drill e la dancehall
E, quando io me lo prefisso, io raggiungo il goal
Io sono Vacca Don, sono una testa calda
Ho un cuore grande, ma, se provochi, l’orgoglio parla
Sono una testa sarda, tu puoi chiamarmi Vacca
Sono una testa calda, tu puoi chiamarmi Vacca
Possibile significato del testo “Vacca”:
“Vacca”: identità, radici e metamorfosi nel racconto autobiografico di Inoki
Vacca, tratto dall’album FONDAZIONE STRADA (20/02/2026) prodotto da Zibba, è uno dei brani più personali e simbolici dell’intero progetto. Nonostante il titolo richiami il nome dell’altro protagonista del disco, qui è Inoki a costruire una lunga autobiografia in rima: un manifesto d’identità, un bilancio di vita e una dichiarazione di appartenenza alla cultura hip hop a 360 gradi. Il tema centrale è il percorso: dalle origini sarde alle piazze milanesi, dai primi passi nel rap all’evoluzione stilistica che lo porta a definirsi simultaneamente “vecchia scuola” e “nuova scuola”.
Nascita, radici e doppia appartenenza
Il brano apre con la frase “sono nato a Cagliari il 21 ottobre”, un ancoraggio preciso che stabilisce subito la cornice biografica. Inoki rivendica la sua origine sarda definendo la Sardegna “terra antica”, chiamata “Wessisla” nel gergo hip hop locale: una scelta simbolica che restituisce alla sua isola un alone mitologico. L’immagine delle famiglie che emigrano “in cerca di fortuna” restituisce una realtà sociale molto diffusa nella Sardegna degli anni ’80 e ’90: partire per necessità, non per scelta.
Dalla Sardegna a Milano: shock culturale e costruzione dell’identità
Il trasferimento a Milano negli anni ’80 è un passaggio cruciale. Inoki ricorda la scuola “in centro”, piena di compagni ricchi, dove il divario sociale è palpabile e doloroso. Sua madre lavora fino a sera per sostenere la famiglia, e lui cresce “tra Sardegna e casa di ringhiera”, immagine potentissima della cultura popolare milanese. È proprio qui che l’adolescente Inoki scopre il rap: tra Colonne, via Giangiacomo, il Muretto, San Babila. La sua formazione musicale è la mappa urbana di un’intera generazione hip hop.
Vecchia scuola e nuova scuola: un ponte generazionale vivente
Il ritornello è il cuore concettuale del brano: “sono la vecchia scuola, sono la nuova scuola”. Non è un paradosso: è la fotografia di un artista che attraversa ere diverse senza perdere credibilità. Inoki afferma di essere allo stesso tempo freestyle, trap, drill e dancehall: stili spesso ritenuti incompatibili, che lui invece rivendica come parte del suo arsenale. La frase “quando me lo prefisso, raggiungo il goal” è una dichiarazione di resilienza, coerenza e autodisciplina.
“Vacca Don”: orgoglio, testardaggine e codice sardo
La frase “sono una testa sarda, tu puoi chiamarmi Vacca” gioca sull’ambiguità tra il cognome dell’altro rapper e un modo di dire che indica testardaggine, fierezza, fermezza. L’identità sarda viene raccontata come carattere: cuore grande, ma orgoglio pronto a scattare se provocato. Una combinazione che definisce Inoki da sempre, sia nelle sue battaglie artistiche che nelle sue prese di posizione.
Seconda strofa: crew, cultura e migrazioni artistiche
Nella seconda strofa, Inoki ripercorre i primi anni di carriera: VH, Mr. Cartoon, Dei At Work, crew e realtà che hanno formato la scena italiana. L’immagine “arrivo sporco sulle instru” è un’autocertificazione di autenticità: niente filtri, niente paillettes, solo tecnica e presenza. “Faccio le mie guerre finché la musica mi porta verso nuove terre” è una barra che descrive perfettamente la sua carriera fatta di scontri, rinascite, cambi di rotta.
Da Milano alla Giamaica: la spiritualità come radice ulteriore
Il viaggio “da Quarto Oggiaro… fino in Giamaica a Kingston” racconta la fase dancehall di Inoki, una parentesi fondamentale della sua identità. In Giamaica trova pace, trova famiglia (la nascita di Zuri), trova un nuovo modo di intendere ritmo e vita. Questa parte del testo non è esotismo: è un ponte culturale reale, che definisce una rinascita personale e artistica.
Crescita personale e cambiamento visibile
Inoki sottolinea i cambiamenti estetici (“dai miei capelli ai miei tattoo, vedi la differenza”) per raccontare quelli interiori: più pazienza, più consapevolezza, più responsabilità. Cita un’altra “benedizione” – un altro figlio – come ulteriore prova della sua evoluzione. Ma, nonostante tutto, afferma: “sono rimasto un ultras coi vecchi ideali”. Vuol dire che il cuore è rimasto lo stesso, anche se il mondo intorno è cambiato.
La simbologia calcistica: goal, ultras, identità da stadio
Il calcio attraversa l’intero brano: dai goal raggiunti agli ultras, passando per la metafora della testa calda. Per Inoki, la mentalità da curva è comunità, appartenenza, resistenza. È un linguaggio che incastra alla perfezione con la poetica del rap: lealtà, battaglia, squadra, sacrificio.
Zibba: produzione classica, calda, identitaria
La base prodotta da Zibba accompagna senza mai soffocare: un mix di elementi organici, batteria pulita e groove che richiama la tradizione hip hop ma lascia spazio alla voce. Perfetta per un brano autobiografico: solida, riconoscibile, senza fronzoli. È una tela su cui Inoki può dipingere vent’anni di storia personale.
Perché “Vacca” è un brano manifesto
Perché fonde tre livelli: biografia (Sardegna, Milano, Giamaica), storia del rap italiano (Muretto, crew, club) e filosofia personale (testa calda, resilienza, obiettivi che diventano goal). Inoki si racconta senza filtri e senza mitologie costruite: la sua forza è la sincerità, la sua eternità sta nell’attraversare ere diverse rimanendo sempre riconoscibile.
Chiave di lettura finale
Vacca è un’autobiografia musicale: un viaggio tra luoghi, famiglie, crew, figli, sconfitte e conquiste. È una lezione su come trasformare provenienze diverse in un’unica identità, forte e complessa. Inoki usa la sua storia per ricordare che essere “vecchia scuola” o “nuova scuola” non è una questione di età, ma di radici e visione. E che “testa sarda” non è ostinazione, ma promessa: restare sé stessi in ogni era.
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