06/02/2026
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Testo e Significato di Auto Ritratto – LILCR
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Testo “Auto Ritratto”:
[Testo di “Auto Ritratto”]
[Intro]
Ahah, yo
[Strofa]
Mentre scrivo questo testo
Ho mio figlio in braccio, gli sto dando il latte
Fateci un ritratto, questa merda è arte
Non ho chissà che gioielli, non sono importanti
Ho investito in una casa prima di comprare un Cartier
Comprato una smart TV, adesso sono smarter
Fatto un patto con il rhythm e il flow, non è un pattern
Ahah, non fotto con gli yapper
Se non parli real talk, puoi starmi distante
Sono sopra un mezzo giallo e non è Bumblebee
Slide sotto le coperte, a fianco ho una bad bih
In giro con lo ski’ casomai I get seen
Ho PTSD a causa della street
Yo, ma del mio bando io ne vado fiero
Vorrei ritornare indietro, ma sono già sopra il treno
Non ripassa due volte, non fa le stesse fermate
Sai che non si può fermare finché non è tutto pieno
Sento il bisogno di salvare le persone
Da un futuro spregevole, dannoso e disastroso
So che non è per caso se son nato in questo
So che non è per caso se son nato in questo posto
Ho firmato con Nike, l’ho fatto sembrare facile
In verità tutto ciò a cui ambisco non è facile
Versatile, Dio ha fatto in modo che fossi abile
Così da fare i soldi senza una cravatta o un camice
Guardavo Real Talk quando ero un bambino piccolo
Ora sono da Real Talk e non sono più così piccolo
In questa vita puoi fare tutto finché c’è il fisico
Da quando l’ho capito è sparito quel bimbo timido
Quel bimbo timido adesso è un uomo forte
Sono un CEO, ho le chiavi per le porte
Come il fuoco brillo sia di giorno che di notte
Mi butto di testa in questa merda come un vortex
[Outro]
Uoh, oh-oh
Mi butto di testa in questa merda come un vortex
Uoh, uoh-oh
Possibile significato del testo “Auto Ritratto”:
“Auto Ritratto”: paternità, fame e disciplina nel manifesto personale di LILCR
Auto Ritratto di LILCR (06/02/2026, prod. TwentyTwo) è uno scatto in prima persona: una foto scattata di notte, tra biberon e barre, dove la vita reale entra nello studio e detta la metrica. Non è il classico pezzo di autocelebrazione: qui l’io narrante mette sul tavolo famiglia, street, ambizione, fede nelle proprie capacità e un’idea concreta di successo che passa prima dalla responsabilità e poi dai gioielli.
Il primo quadro: “mentre scrivo ho mio figlio in braccio”
Il verso iniziale crea subito un’immagine potentissima: la paternità come cornice dell’arte. LILCR trasforma un gesto quotidiano (dare il latte) in dichiarazione estetica: “fateci un ritratto, questa merda è arte”. Il punto non è il lusso, ma le scelte: investire in casa prima del Cartier, costruire stabilità per poter correre più forte. È un autoritratto adulto, dove l’ego convive con la cura.
Real talk contro il rumore: niente “yapper”, solo sostanza
“Non fotto con gli yapper” è una linea editoriale. LILCR rifiuta il chiacchiericcio e sceglie di misurarsi sul terreno del real talk: raccontare ciò che vive, senza diventare un personaggio di plastica. Il patto con rhythm e flow dice che la versatilità non è moda, ma ricerca della forma giusta per ogni contenuto. Niente pattern ripetuti: la disciplina è più importante del cliché.
Street PTSD e orgoglio del bando
Quando compare il PTSD legato alla street, il brano si sposta sulla ferita: niente estetizzazione, solo consapevolezza. Allo stesso tempo, LILCR rivendica l’orgoglio del proprio bando, di chi lo ha visto crescere. L’immagine del treno che non ripassa due volte rende l’urgenza: capire che le occasioni sono finite, che devi restare sul binario giusto e tenere il passo finché “non è tutto pieno”.
“Sono nato in questo posto”: destino, scelte, appartenenza
Due versi si rincorrono: “so che non è per caso se son nato in questo… in questo posto”. È una presa di posizione: la provenienza non è una scusa né una gabbia, ma un contesto da trasformare. Da qui l’impulso a “salvare le persone da un futuro disastroso”: l’io narrante rivendica una funzione sociale dell’arte che va oltre la pura autoaffermazione.
Dal sogno alla firma: Nike e il peso della credibilità
La barra sulla firma con Nike non è semplice flex: è prova di trazione nella realtà. Ma LILCR aggiunge subito che “tutto ciò a cui ambisco non è facile”: la riuscita non cancella la salita, la rende solo più ripida. La versatilità diventa quindi un talento colto come responsabilità: “fare i soldi senza cravatta o camice” significa portare valore con l’hip hop, non malgrado l’hip hop.
Real Talk: dalla platea al palco
“Guardavo Real Talk da bambino, ora sono su Real Talk”: è la linea del tempo che diventa barra. LILCR indica un prima e un dopo nitidi: il rap come ascensore sociale ma anche come scuola. Tra i due momenti c’è allenamento, ritorni, cadute, fede nel fisico e nella testa. Quella frase sblocca il secondo snodo: “quando l’ho capito è sparito quel bimbo timido”.
Da timido a CEO: identità che si fa mestiere
Il passaggio è netto: il bimbo timido diventa “uomo forte”, “CEO con le chiavi”. La leadership non è facile slogan: significa assumersi il rischio di decidere per sé e per la propria squadra. “Come il fuoco brillo di giorno e di notte” definisce lo stato, non la posa: continuità, non lampo. “Mi butto di testa come un vortex” chiude il cerchio: il coraggio di scegliere senza paracadute.
Economia emotiva: casa, gioielli e gerarchia dei bisogni
LILCR mette in chiaro una gerarchia: prima i fondamentali (casa), poi il resto (gioielli, brand). Non c’è demonizzazione del lusso, ma ordine delle priorità. Quel “smart TV → smarter” è sarcasmo su un’economia dell’immagine che scambia il possesso con la competenza: l’artista dice di essere “più smart” perché ha scelto cose che lo rendono stabile e concentrato.
Corpo, salute, lavoro: “in questa vita puoi fare tutto finché c’è il fisico”
La barra esplicita un’etica: corpo e mente sono capitale reale. Senza salute non esiste grind. Il verso non è autoaiuto, è metodo: dormire, allenarsi, scrivere, registrare, portare a casa i pezzi. Da quando lo capisce, cade l’insicurezza che lo frenava: il timore lascia spazio a routine e responsabilità.
Lingua mista, immaginario pop e dettagli di scena
Linguaggio ibrido (italiano, inglese, slang), riferimenti pop (Bumblebee), scene rapide (ski mask, bad bih): l’Auto Ritratto è un montaggio. Serve a dire che l’identità moderna è un collage che resta coerente se poggia su una missione. Qui la missione è chiara: proteggere la famiglia, onorare il bando, capitalizzare il talento senza tradirlo.
Perché “Auto Ritratto” funziona per chi ascolta rap
Perché tiene insieme verità e visione. LILCR non nasconde le cicatrici (PTSD, dubbi), ma mostra scelte concrete, obiettivi misurabili, etica del lavoro. La canzone non è ologramma motivazionale: è stratificata, piena di piccoli snodi che uniscono privato e pubblico. A fine ascolto, resta il senso di un manifesto personale che non predica: racconta e, raccontando, legittima.
Chiave di lettura finale
Se dovessimo condensare il brano in un’icona sarebbe questa: una stanza di notte, luce calda, un bambino in braccio e il microfono acceso. Sul tavolo, bollette e contratti; in testa, ritornelli e schemi. Auto Ritratto è il patto tra queste due immagini: crescere come uomo per crescere come artista, e non il contrario.
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