06/02/2026
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Testo e Significato di Budokai – Lacrim ft. Niky Savage
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Testo “Budokai”:
[Parloes de “Budokai” ft. Niky Savage]
[Intro]
E-Ey, Chahid
[Couplet 1 : Lacrim]
Le Range est noire, j’allume un grand deux feuilles
Et j’roule en plein Milan, yeah, yeah
J’connais les rues, on dirait qu’j’habite ici
Depuis deux mille ans, yeah, yeah
Elle dit qu’elle t’aime, mais cette petite salope
Te ment continuellement, ouais, ouais
Dans la calle, j’ai le dos argenté
Je suis dominant, ouais, ouais, ouais
Du placard-Du placard et puis du TP
Fini comme le fils de P-P-P
S’il faut te niquer ta mère, on ramène de [?]
On ramène pas d’épée, no
Deux heures de-Deux heures de matin, j’suis en Grèce
Elle tombe dans le pommes, elle fait l’tour d’la chambre
Y’a aucune salope que j’appelle “mon bébé”
[Pré-refrain : Niky Savage]
Fare questo pensi sia facile
Ero bravo anche quando rubavo
Ho fratelli ancora sotto indagine
Con lo stomaco ribaltato
Della vita ho riscritto le pagine
Non pensare sia tutto un caso
E commenti ancora nelle pagine
Ma nessuno t’ha chiesto un cazzo
[Refrain : Niky Savage & Lacrim]
Su-Super Wario Balo (Uah, uah, uah, uah) (Hey, hey)
DZ, Ryad Mahrez en Plein Riad, yeah (Hey)
Ge-Genny Savastano (Uoh, uoh, uoh, uoh) (Hey, hey)
94, hey, minot, minot
Su-Super Wario Balo (Uah, uah, uah, uah) (Hey, hey)
DZ, Ryad Mahrez en Plein Riad, yeah (Hey)
Ge-Ge-Genny Savastano (Uoh, uoh, uoh, uoh) (Hey, hey)
94, hey, minot, minot
[Couplet 2 : Niky Savage]
Se non pago cash, devo scaricare (Uah)
Sbagli con me, senti caricare (Uoh)
La crème de la crème, caramel (Ahah)
Denti d’oro, ma ho ancora le carie (Carie)
Cresciuto solo, senza papà (Grr)
Figli di papà chiedono: “Come fai?” (Uah)
Ti vedo bianco, sembri in para, fra’ (Uah)
Hai paura di finire in paradise (Uah, uah)
Lo swag tu non ce l’hai (Ce l’hai) (Ah)
Majin, Shin Budokai (‘kai)
Ma ci sei o ci fai? (Ci fai?) (Uoh)
Calci in faccia, muay thai
Je m’en bats le couilles, vai a fare in culo (Uah)
Ancora in giro con il buio (Uah, uah, uah)
Sono con Lacrim, prima mangiavo lacrime
I soldi risolvono tutto
[Pré-refrain : Niky Savage]
Fare questo pensi sia facile
Ero bravo anche quando rubavo
Ho fratelli ancora sotto indagine
Con lo stomaco ribaltato
Della vita ho riscritto le pagine
Non pensare sia tutto un caso
E commenti ancora nelle pagine
Ma nessuno t’ha chiesto un cazzo
[Refrain : Niky Savage & Lacrim]
Su-Super Wario Balo (Uah, uah, uah, uah) (Hey, hey)
DZ, Ryad Mahrez en Plein Riad, yeah (Hey)
Ge-Genny Savastano (Uoh, uoh, uoh, uoh) (Hey, hey)
94, hey, minot, minot
Su-Super Wario Balo (Uah, uah, uah, uah) (Hey, hey)
DZ, Ryad Mahrez en Plein Riad, yeah (Hey)
Ge-Ge-Genny Savastano (Uoh, uoh, uoh, uoh) (Hey, hey)
94, hey, minot, minot
Possibile significato del testo “Budokai”:
“Budokai”: disciplina, status e identità ibrida nel ring urbano di Lacrim e Niky Savage
Budokai è il classico brano in cui l’immaginario delle arti marziali diventa metafora della vita di strada. Lacrim e Niky Savage costruiscono un racconto che alterna francese e italiano, Nord Africa e Italia, Range Rover e vicoli, citazioni pop e codice criminale. Il titolo richiama i tornei di combattimento – l’idea del dojo come luogo dove si misurano tecnica, sangue freddo e gerarchia – ma qui il tatami è l’asfalto: Milano, Riad evocata come fantasmagoria di ricchezza, la diaspora algerina e un’Europa che corre senza fiato. Il risultato è un duetto identitario che mette in scena disciplina, potere, paranoie e riscatto.
Lacrim: dominio, geografia mentale e regole non scritte
Nel primo couplet Lacrim apre su immaginari di status (Range nera, “grand deux feuilles”) e localizza subito la scena: “in pieno Milano”. L’io narrante afferma di conoscere quelle strade “come se ci vivesse da duemila anni”: è il modo di dire che appartiene allo spazio, lo legge e lo governa. “Ho la schiena argentata nella calle” è l’immagine animale del maschio dominante, mentre la sequenza di comandi (“non portare spade”, “non mostrare dove vivi”) rivela il manuale di sopravvivenza: niente teatralità, niente romanticismo, solo regole.
Il disincanto sentimentale
Quando Lacrim parla di menzogne affettive (“lei ti dice che ti ama ma mente di continuo”), getta sale su una ferita ricorrente: in un ecosistema dove contano i movimenti e la sicurezza, l’amore è spesso letta come variabile di rischio. “Non chiamo mai nessuna ‘bebè’” non è misoginia di posa, ma dichiarazione di distanza emotiva: chiamarti “mio” significa esporre il fianco.
“Budokai” come mentalità da combattimento
Il titolo non evoca solo videogiochi e anime: rimanda a una disciplina interiore. Nel brano l’arte marziale è l’etica del restare concentrati: colpire senza teatralità, osservare, anticipare. Anche i riferimenti all’Europa del sud (Grecia a notte fonda) sono tasselli della stessa mappa: chi si muove nel mercato grigio deve pianificare ogni passo, dalla logistica alla gestione del rischio.
Niky Savage: riscrivere le pagine
Il pré-refrain di Niky mette il focus sulla resilienza: “fare questo pensi sia facile… della vita ho riscritto le pagine”. È la retorica del self‑made ripulita dalla retorica: non è tutto un caso, non è fortuna. Il corpo reagisce (“stomaco ribaltato”), i fratelli sono “ancora sotto indagine”: l’ascesa non cancella il terreno instabile, semmai lo rende più scivoloso. La chiusa – “nessuno t’ha chiesto un cazzo” – è il rifiuto dell’opinione altrui: ciò che conta è il fatto, non il commento.
Il ritornello: totem e appartenenze
Tra “Super Wario Balo”, “Ryad Mahrez en plein Riad” e “Genny Savastano”, il ritornello è un rosario di simboli. Da un lato c’è il calcio (Mahrez) come bandiera della diaspora DZ – il sogno di chi parte e trionfa – dall’altro la serialità gangster (Genny) come mitologia locale. Il numero “94, minot” rimanda allo slang delle banlieue (Val‑de‑Marne, 94): un timbro d’origine che convive con l’Italia. È un creolo culturale dove i totem servono da coordinate per l’identità.
Seconda strofa: inventario di forza e difetti
Nella parte di Niky, l’elenco scorre a colpi rapidi: pagare cash o “scaricare”, denti d’oro e “ancora le carie”, “cresciuto senza papà” e i figli di papà che chiedono “come fai?”. È un’autobiografia a frizioni: splendore e crepe, pancia vuota e cronache di notte. Il lessico marziale si fa esplicito: “calci in faccia, muay thai”, “Majin, Shin Budokai”. La cultura anime e i videogiochi entrano per definire una postura: lo swag non è un capo firmato, è un potere combattivo.
Lingue, accenti, posture: la grammatica ibrida
Una delle forze del pezzo è la bilinguità fluida. Il francese frustato di Lacrim scivola nell’italiano diretto di Niky, con innesti di slang (dz, minot). Questa ibridazione non è ornamento: rende la canzone un documento di frontiera, dove l’identità è somma e non alternativa. Il risultato è uno stile “a cerniera”: barre che chiudono e aprono tra due immaginari, facendo combaciare i denti della zip.
Ricchezza, logistica e paranoia
Nel racconto convivono Range Rover, Riad, denti d’oro e la paura di essere fregati. “Se non pago cash, devo scaricare” è la traduzione in rima di una regola: contanti = controllo; credito = esposizione. Nel sottotesto c’è la logistica dell’illegale: orari notturni, linee internazionali, catene di fornitura. Ogni movimento richiede calcolo, come in un budokai: analisi del rivale, gestione del respiro, colpo secco.
Maschere maschili e linee di fuga
Il brano accarezza l’ classico (dominanza, imperturbabilità) ma lascia fessure che rivelano stanchezza e bisogno: l’allusione a “prima mangiavo lacrime”, il corpo in allerta, lo stomaco che si rivolta. Dietro la scorza restano fame, paura, memoria. La fuga non è mai totale: anche quando lo status sale, la pressione non scende davvero.
Produzione di Chahid: corsia scura per un doppio protagonista
La base è costruita per dare spazio e peso alle voci: cassa asciutta, sub profondo, pochi stab a cucire le sezioni. La regia sonora allinea i registri: l’autorità graffiata di Lacrim e lo scatto di Niky. Niente fronzoli: la dinamica è tutta nelle interpretazioni, come in un match dove l’arbitro si limita a far rispettare il perimetro.
Il significato di “Budokai” oggi
Nel 2026 “Budokai” parla a una generazione che vive l’agonismo come quotidiano: crescere significa combattere, e combattere significa scegliere quando attaccare e quando indietreggiare. Lacrim e Niky offrono un codice – non sempre condivisibile – ma coerente: rispettare poche regole, diffidare dell’ostentazione inutile, tenere i nervi on e il cuore schermato. Il ring non è lo stadio: è il percorso casa–studio, i viaggi, i patti, i silenzi.
Perché “Budokai” funziona
Funziona perché unisce disciplina e caos, classicità e slang, desiderio di potere e desiderio di pace. Il ritornello memetico tiene insieme i simboli (Mahrez, Savastano), mentre le strofe depositano scene precise: Milano notturna, contanti, colpi di muay thai, la riscrittura delle pagine di vita. È un pezzo che si muove veloce ma lascia residuo: dopo l’ascolto restano immagini e regole, come una lezione di dojo imparata per strada.
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