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Testo e Significato di Non l’abbiamo scelto – Lacrim


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Testo e significato della canzone "Non l’abbiamo scelto" di Lacrim ft. Nerissima Serpe, Papa V pubblicata il 06/02/2026 contenuta nell'album "Cipriani" del 06/02/2026.

Cover dell'album 'Cipriani' di Lacrim
Cover dell'album 'Cipriani' di Lacrim

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Testo “Non l’abbiamo scelto”:

[Paroles de “Non l’abbiamo scelto” ft. Nerissima Serpe & Papa V]

[Intro]
E-Ey, Chahid

[Couplet 1 : Lacrim]
J’ai plus d’temps à perdre, pour des fils de pute
Qui me le font perdre
J’veux le soleil au bord de la mer
Vu que t’as des yeux de perles, ouais, mais
J’oublie pas qu’à Paname
Y’a des mecs qu’on doit niquer
GPS pour les fliquer, ouais
Eh yeah, faut jamais faire la guerre
Mon vieux si t’as peur de la perdre
Eh yeah, mon père m’a tabassé lorsque
Je parlais pour de la mеrde
Règle numéro uno, tu devras jamais fairе les gros titres
Si tu ramènes de pointe à pitre
Règle numéro deux, ne leur montre jamais où t’habites
Même si elle veut t’sucer la bite

[Pré-refrain : Papa V & Nerissima Serpe]
Chiama se ti serve qualcosa
Bianca, verde, gialla e ce l’abbiamo anche rosa
Mangio pasta, pizza e pezzi di coca
Sangue sulla maglia, mia nonna fa la moka

[Refrain : Lacrim, Papa V & Nerissima Serpe]
Qu’est-ce qu’on ferait pour des lovés
Des fois le cœur est mauvais
Quand il s’agit d’te faire du mal
Pour te prendre un sac de love, frère
On en a jamais trop fait
Bébé j’ai de quoi péter les plombs
E lo sai che io ti amo
Mais tu ne dois pas m’abandonner
E, giuro, non perderò te
On a tabassé les crocs
Toujours le regarde fâché
Chez moi des fois l’alcool est mauvais (Ah)

[Couplet 2 : Papa V & Nerissima Serpe]
Faccio soldi da ogni cosa (Shh), in casa non ho una pistola
Non è in vetro né in lattina, è in busta la Coca-Cola (Ah)
Entra il grano ogni minuto, non faccio spesa alla Conad (Sli’, sli’)
Se le metto il cazzo dentro, finisce che si innamora (Papa V)
Io ho un amico algerino (Nerissima), per strada fa l’algebra
Uno con un Rolex, uno che va alla Caritas
Questa strada picca come fosse paprika (Ah)
A volte mi chiama, vuole rubarmi l’anima
Mangio pasta, parmigiano, sugo e polpette (Ah)
Giro pieno a Milano e le troie sembrano zecche (Seh)
Sei un morto che cammina, numero 47
Si sei un tossico di merda, un grammo pesa 0.7 (Neri)
Rispettando i codici, non c’è tempo, muoviti
Bevo tutto l’alcol mischiato con gli antibiotici (Sempre)
Troppi anticorpi, sì, sarà stato l’MD (Eheh)
Ora in studio con Lacrim, nove K dentro i jeans (Slime)

[Pré-refrain : Papa V & Nerissima Serpe]
Chiama se ti serve qualcosa
Bianca, verde, gialla e ce l’abbiamo anche rosa (Slime)
Mangio pasta, pizza e pezzi di coca
Sangue sulla maglia, mia nonna fa la moka (Slime)

[Refrain : Lacrim, Papa V & Nerissima Serpe]
Qu’est-ce qu’on ferait pour des lovés
Des fois le cœur est mauvais
Quand il s’agit d’te faire du mal
Pour te prendre un sac de love, frère
On en a jamais trop fait
Bébé j’ai de quoi péter les plombs
E lo sai che io ti amo
Mais tu ne dois pas m’abandonner
E giuro non perderò te
On a tabassé les crocs
Toujours le regarde fâché
Chez moi des fois l’alcool est mauvais


Possibile significato del testo “Non l’abbiamo scelto”:

“Non l’abbiamo scelto”: codice di strada, fatalismo e fratellanza mediterranea nel racconto di Lacrim, Nerissima Serpe e Papa V

Non l’abbiamo scelto, pubblicata il 6 febbraio 2026 da Lacrim e prodotta da Chahid, è una delle tracce più crude e dense dell’album Cipriani. Il brano unisce tre mondi distinti – Francia, Algeria e Italia – in un’unica narrazione che parla di sopravvivenza, codici taciuti, famiglia, violenza e lealtà. La scelta del titolo chiarisce immediatamente il tema centrale: molte delle condizioni in cui i protagonisti si muovono non sono frutto di volontà, ma di contesto. Non l’hanno scelto, ma ci vivono dentro.

Lacrim: regole, ferite familiari e la scuola della strada

La prima strofa di Lacrim mette subito in campo un tono tagliente. L’apertura in francese (“j’ai plus d’temps à perdre”) sottolinea l’urgenza di chi non ha più spazio per errori, ritardi o persone che fanno perdere tempo. Il desiderio di sole e mare convive con la consapevolezza che a Parigi – “Paname” – ci sono conti da regolare. Una doppia vita emotiva: il bisogno di pace e la necessità di difendersi.

Quando Lacrim ricorda le violenze del padre (“mio padre mi ha picchiato quando parlavo per nulla”), la narrazione abbandona ogni posa. Non c’è ostentazione, ma memoria. È in quella dinamica familiare che si forma la mentalità “non fare la guerra se hai paura di perderla”: una regola tramandata con brutalità. Segue la serie di consigli di sopravvivenza: non finire sui giornali, non mostrare dove vivi, non fidarti anche quando l’intimità sembra un invito. È la strada come pedagogia, fatta di sfiducia e prevenzione.

Il pre-ritornello: business, quotidiano e violenza normalizzata

Papa V e Nerissima Serpe scendono in campo con un pre-ritornello che alterna ironia e crudezza: pasta, pizza, coca di vari colori, sangue sulla maglia, nonna che fa la moka. È un contrasto volutamente paradossale. La normalità domestica convive con l’illegalità più nuda. La cucina italiana e la polvere condividono la stessa scena, senza giudizio morale, come se fossero due ingredienti della stessa vita. Questo crea una fotografia quasi cinematografica dello spaccato urbano tra Milano e Francia, dove tradizione e crimine coesistono.

Il ritornello: l’etica del denaro e il cuore “cattivo”

Il ritornello intreccia francese e italiano, rendendo la canzone un ponte linguistico. “Che cosa faremmo per dei soldi?” è la domanda che regge l’intero testo. Per il denaro – o meglio, per la sopravvivenza economica – si può tradire, ferire, rubare, perdere l’anima. Quando Lacrim canta “des fois le cœur est mauvais”, dice una verità semplice ma durissima: per difendersi, il cuore diventa cattivo.

Il ritornello è anche la parte più affettiva: l’amore dichiarato, la paura dell’abbandono, la promessa di non perdere l’altra persona. Nel mezzo di violenza, traffici e regole di sopravvivenza, ci sono legami che restano sacri. È un tema tipico del rap mediterraneo: la famiglia come unico spazio sacro in un mondo instabile.

Papa V e Nerissima Serpe: Italia e Francia nello stesso vicolo

La seconda strofa è un viaggio tra Milano, l’Algeria, le periferie europee e la sopravvivenza quotidiana. Papa V apre con una barra secca: “faccio soldi da ogni cosa”. Il suo guadagno non passa dai canali canonici: niente Conad, niente regole. La “Coca-Cola” in busta è simbolo di un’economia parallela che funziona come un supermercato clandestino, attivo ogni minuto. Il sesso viene descritto come transazione emotiva che genera dipendenza, non come affetto.

Nerissima Serpe porta l’immaginario più violento: amici algerini che “fanno algebra per strada”, cioè calcolano rischi e mosse come matematica della sopravvivenza. Il Rolex da una parte e la Caritas dall’altra descrivono gli estremi della stessa realtà: ricchezza ostentata e povertà radicale che convivono nella stessa città.

La strada come ecosistema

“Questa strada picca come paprika” è una delle barre che meglio riassumono la poetica della traccia: la strada brucia, irrita, lascia segni. È piccante, imprevedibile. L’idea che possa “rubarti l’anima” è la forma più brutale del fatalismo urbano: chi vive in certi contesti non controlla del tutto la propria traiettoria. Da qui deriva la filosofia che dà titolo al brano: non l’abbiamo scelto.

Milano come labirinto

Quando Nerissima Serpe parla del girare pieno a Milano e delle donne viste come zecche, non è misoginia da spettacolo, ma uno sguardo disincantato su un ambiente saturo di rapporti superficiali, opportunismi e eccessi. Milano diventa una città-predatore: chi non sta attento, viene punto e succhiato. La barra sul “morto che cammina, numero 47” richiama l’estetica dell’horror urbano: persone che vivono ma non vivono davvero, zombie della working class e della microcriminalità.

La chimica del pericolo

Bevande miscelate con antibiotici, MD che lascia anticorpi, 9K nei jeans: qui la sostanza è esplicita, e il messaggio è chiaro. La vita di chi sta in questo circuito è spinta oltre i limiti biologici. L’alcol diventa medicina, la medicina diventa droga, l’eccesso diventa ordinario. È una forma di autodistruzione lucida: i personaggi sanno cosa fanno, ma non vede alternative più vivibili.

Il ruolo della produzione di Chahid

La produzione è scura, pulsante, ritmata. Chahid costruisce un’atmosfera che unisce il French rap più cupo con la trap italiana. Bassi profondi, batteria regolare, spazio alle voci: tutto serve a lasciare che i tre protagonisti raccontino le loro verità senza ostacoli. La base è come un vicolo di notte: stretta, eco di passi, un senso costante di tensione.

Tra diaspora e identità

Lacrim porta la sua doppia identità franco-algerina; Papa V e Nerissima Serpe portano il caos italiano. Il brano diventa una mappa mediterranea dove i confini culturali svaniscono. L’ibridazione linguistica (francese, italiano, slang) non è effetto stilistico: è fotografia della realtà. Chi vive tra più culture non “sceglie” un’identità: la abita, la somma, la sopporta.

Perché “Non l’abbiamo scelto” funziona

Funziona perché è vero: nessuno dei tre cerca di sembrare più duro, più ricco o più vittima. Raccontano ciò che conoscono, ciò che hanno visto, ciò che vivono. La canzone non giustifica né condanna: descrive. E lo fa con uno sguardo lucido che mostra i codici della strada, le sue regole non scritte e il prezzo da pagare quando ti ci ritrovi dentro senza volerlo.

Chiave di lettura finale

“Non l’abbiamo scelto” è la frase che migliaia di ragazzi potrebbero tatuarsi: non scegli dove nasci, non scegli la lingua che parli, non scegli il quartiere o le persone da cui devi difenderti. Scegli solo come reagire. Il brano è la testimonianza di tre artisti che, per strade diverse, hanno deciso di raccontare ciò che hanno ereditato – senza filtri, senza ipocrisia, senza eroismi.




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