13/02/2026
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Testo e Significato di Fuori – Cuta
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Testo “Fuori”:
[Testo di “Fuori”]
[Strofa 1]
Fumo un’altra paglia, mi fa sentire più vivo come
Se morissi meno perché il fumo fa un po’ figo come
Ti dicessi: “Vedi, se voglio, io mi uccido”
Quando sei ragazzino, mo che non lo sono più perché continuo?
Un altro cocktail, anche se è tutto finito, sono
Le sei del mattino come il pezzo di Briga poi
Domani c’ho da fare, come cazzo mi ripiglio
Questa merda mi fa male perché la trovo buonissima
Una donna servirebbe a mettermi la testa a posto
Ma quando la trovo poi non mi piace quel posto in cui l’ha messa
Quindi penso di cercare un’altra donna, poi un’altra
Poi un’altra, quanti posti da conoscere
E io son troppo curioso per non farlo
E trovato uno cerco un altro, dammi subito la 104
Così stabiliamo chе son pazzo, molto meglio che codardo
Crescеre non c’ho voglia di farlo, Cuta
[Ritornello]
Sono fuori di testa, sono fuori di testa
Perché dentro non c’è spazio
Rimani perplessa, ma per favore resta
Sono fuori di testa, sono fuori di testa
Perché dentro non c’è spazio
E neanche per te, se voglio essere me
[Strofa 2]
Una svolta ci vorrebbe ma mi chiedo a quale costo, a che
Servono le gomme di un auto a una bicicletta?
Una donna servirebbe a mettermi la testa a posto, ma io
Che colpa ne ho se ho sempre un altro posto in testa?
Chiedi alla maestra, “Ogni bambino è bravo
Ma dipende a che livello, altrimenti lo bocciamo”
Tipo accettati diverso, però addomesticato
Tipo sii te stesso, però diventa un altro
Fuck that shit, mi difendo con unghie
Io non sarò mai una persona qualunque
Ma una persona qualunque non vuol essere
Una persona qualunque e lo è comunque
Laureati e vai a farmi un hamburger
È possibile che sono un cattivo se mi drogo
Se le tipe alla fine amano lo stronzo
Son le siga, l’alcol ciò da cui noi dipendiamo
O l’infinito che non troviamo e ne dipendiamo
Proprio perché non lo troviamo
Proprio perché non lo troviamo
Ne dipendiamo proprio perché non lo troviamo
[Ritornello]
Sono fuori di testa, sono fuori di testa
Perché dentro non c’è spazio
Rimani perplessa, ma per favore resta
Sono fuori di testa, sono fuori di testa
Perché dentro non c’è spazio
E neanche per te, se voglio essere me
Possibile significato del testo “Fuori”:
“Fuori”: una corsa contro sé stessi tra dipendenze, identità e paura di crescere
Fuori, pubblicata da Cuta il 13 febbraio 2026 e prodotta da NoSaintz, è una delle tracce più crude e introspettive dell’album Paraculo. In questo brano il rapper mette a nudo una mente stanca, agitata, che vive in un perenne conflitto tra desiderio di cambiamento e voglia di rimanere sospesa nel caos. Il titolo racchiude un doppio significato: essere “fuori di testa”, ma anche sentirsi “fuori” da tutti i contesti in cui dovrebbe sentirsi al suo posto.
Dipendenze quotidiane e illusioni di vitalità
La prima strofa si apre con un’immagine molto forte: Cuta fuma e beve per sentirsi vivo, pur sapendo che queste abitudini lo consumano. L’idea di “morire meno” è una metafora del cercare sollievo temporaneo, un modo per riempire un vuoto interiore che sembra incolmabile. L’autore riconosce che queste sostanze sono distruttive, ma le definisce “buonissime”, segnalando il classico paradosso delle dipendenze emotive e comportamentali.
Il richiamo al pezzo “Le sei del mattino” diventa simbolo di una vita notturna che non porta davvero nulla, solo stanchezza e smarrimento. Cuta sa che il giorno dopo ha impegni, obblighi, responsabilità, ma sceglie comunque di rimanere sveglio. È una protesta contro il mondo adulto, un modo per rimandare ancora il momento in cui dovrà affrontare sé stesso.
La ricerca di relazioni come anestetico
Cuta confessa che una donna potrebbe “metterlo a posto”, ma subito dopo ammette che, quando la trova, non gli piace il posto in cui quella donna “lo mette”. È un’immagine brillante che racconta un desiderio irrisolto: quello di avere una relazione stabile, ma senza accettarne i compromessi. Per questo passa da una persona all’altra, in un ciclo infinito che non lo soddisfa mai.
Questa dinamica rivela un’enorme curiosità e una forte paura dell’impegno. L’idea che “trovato uno cerco un altro” mostra un’ossessione per il nuovo, per la fuga continua, per non essere ingabbiato in qualcosa che potrebbe costringerlo a guardarsi davvero allo specchio.
Autodistruzione o autoironia?
Quando Cuta chiede “dammi subito la 104 così stabiliamo che son pazzo”, sta giocando con un’ironia molto cupa, che però nasconde un messaggio: è più semplice definirsi “pazzo” che ammettere di essere codardo, o fragile, o immaturo. La pazzia diventa una giustificazione, una maschera da indossare per non assumersi responsabilità.
Alla fine della strofa, Cuta ammette chiaramente di non voler crescere. Non è un rifiuto totale della maturità, ma una paura molto reale: crescere significa dover rinunciare a molte fughe, affrontare i problemi senza anestetici, accettare che il mondo non si piegherà ai suoi desideri.
Il ritornello: uno spazio interiore troppo piccolo
Il ritornello ripete un concetto fondamentale: “sono fuori di testa perché dentro non c’è spazio”. Cuta si sente soffocato nella sua stessa mente. Non c’è spazio per i sentimenti, per la calma, per una relazione vera. Chiede alla persona vicino a lui di restare, ma la avverte: non c’è spazio nemmeno per lei, se lui vuole rimanere sé stesso.
È un conflitto comune a molti giovani adulti: volere affetto senza volere impegni, chiedere presenza senza dare presenza, desiderare libertà senza solitudine. Il ritornello mette a nudo questa tensione emotiva con sincerità disarmante.
Una svolta che sembra impossibile
Nella seconda strofa, Cuta riconosce che una svolta servirebbe, ma si chiede “a quale costo?”. Qui entra in gioco la metafora delle gomme sull’auto rispetto a una bicicletta: a volte ci imponiamo strumenti, rituali, cambiamenti non necessari, che appesantiscono la vita senza migliorare davvero nulla.
La donna, ancora una volta, è vista come una possibile cura, ma la mente del rapper corre altrove, sempre attratta da un altro “posto”, un’altra distrazione, un’altra via di fuga. Questo dimostra che il problema non è l’assenza di soluzioni, ma l’incapacità di sentirsi sazi emotivamente.
Critica sociale: essere speciali per essere normali
Cuta introduce poi un’analisi molto sottile della società: ci viene detto di accettarci diversi, ma solo entro certi limiti; di essere noi stessi, ma sempre in modo addomesticato. È un attacco alle contraddizioni culturali, alle aspettative sociali che chiedono originalità ma garantendo comunque conformismo.
Questa riflessione porta a un paradosso: nessuno vuole essere una “persona qualunque”, ma alla fine lo siamo tutti. È una critica amara al mito della specialità individuale, alimentato dai social e dalla cultura delle performance.
Dipendenze, vuoto e ricerca dell’infinito
La parte finale della strofa affronta il tema delle dipendenze in modo nuovo: non sono solo sostanze a catturare, ma l’idea stessa di un “infinito” che non si trova mai. L’infinito è simbolo di uno scopo, di un senso, di qualcosa che riempia il vuoto interiore. Proprio perché impossibile da raggiungere, genera dipendenza.
Quando Cuta ripete “ne dipendiamo proprio perché non lo troviamo”, chiude perfettamente il concetto: siamo dipendenti dalla ricerca stessa, non dal risultato.
Il significato complessivo
Fuori è un brano che racconta la confusione esistenziale di chi vive sospeso tra desiderio di crescere e paura di farlo. Cuta descrive con lucidità e autoironia i comportamenti che lo portano a sabotare la propria serenità: dipendenze, relazioni instabili, bisogno di novità, rifiuto della stabilità, culto dell’impulsività.
Il pezzo parla a chi si sente “fuori” – fuori luogo, fuori controllo, fuori dagli schemi – ma allo stesso tempo incapace di rientrare nei binari senza perdere la propria identità. È un racconto sincero, tenero e spietato, che mette al centro il conflitto più grande della generazione attuale: trovare spazio dentro sé stessi.
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