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Testo e Significato di Mentre nessuno dorme – Cuta ft. Not Good


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Testo e significato della canzone "Mentre nessuno dorme" di Cuta ft. Not Good pubblicata il 13/02/2026 contenuta nell'album "Paraculo" del 13/02/2026.

Cover dell'album 'Paraculo' di Cuta
Cover dell'album 'Paraculo' di Cuta

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Testo “Mentre nessuno dorme”:

[Testo di “Mentre nessuno dorme” ft. Not Good]

[Strofa 1: Cuta]
Tutti sanno come fingere sia tutto a posto
Come fai ad avere ogni cosa sotto controllo
Anche quando non ho fatto nulla e me ne incolpo
Se mi incolpo di chi è colpa? La darò ai miei genitori
Ah, sono fatto, di nuovo
Sì, mi sta sul cazzo, ma l’ho fatto di nuovo
Io cresco di età ma non di altro, lo odio
A ventidue anni sono maschio, non uomo
La gente oggi non dorme, sta occupando le strade
Sta pestando gli sbirri e non mi dispiace
Non ha sogni ma birre e canne mischiate
Si prende tutti i rischi tranne rischiare
Se la vita è un viaggio in treno, tu eri solo una fermata
E io son su senza biglietto e non mi hanno ancora fermato
Pure fosse me ne sbatto perché sono troppo in sbatti
Se vogliono multarmi, mi chiamo Ajeje Brazorf
E mi fingo un altro come ho fatto con te

[Ritornello: Cuta]
Cosa fanno i sogni mentre nessuno dorme?
(Cosa fanno i sogni mentre nessuno dorme?)
E dove vanno tutti ora che si è fatta notte?
(Dove vanno tutti ora che si è fatta notte?)

[Strofa 2: Not Good]
Cosa fanno i sogni se non dormo se
Poi faccio cose che non voglio
Ed è una vita che non la chiamo vita
A letto con ‘sta tizia mentre penso alla sua amica
Ho fatto un po’ di notti bianche, in bianco
Finto di star bene ma è la parte di un altro
Un coglione mi chiede se con l’arte ci mangio
Io manco mi arrangio, ah
Adesso che non mi alzo se non fumo, mangio senza appetito
È la strada di casa. è la via di Carlito
Una vita buttata a fingere non sia uno schifo
Per poi finire appesi come i biglietti sul frigo
E che diranno i miei sogni di me?
Che ho tramutato i problemi in idee
E a rinfacciarmi gli errori che non ho fatto
C’è riuscita giusto Sony e forse forse la mia ex

[Ritornello: Cuta]
Cosa fanno i sogni mentre nessuno dorme?
(Cosa fanno i sogni mentre nessuno dorme?)
E dove vanno tutti ora che si è fatta notte?
(Dove vanno tutti ora che si è fatta notte?)

[Outro: Cuta]
Ti ho già detto la verità, ma tu
Mi odi e non vuoi credere siamo uguali
E non ti pregherò mai anche se si è fatta notte
E ritorni, ritorni, ritorni, fai te


Possibile significato del testo “Mentre nessuno dorme”:

“Mentre nessuno dorme”: sogni, maschere e inquietudine notturna nel racconto di Cuta e Not Good

Mentre nessuno dorme, pubblicata il 13 febbraio 2026 da Cuta con Not Good e prodotta da NoSaintz, è una delle tracce più introspettive dell’album Paraculo. È un brano che guarda la notte come luogo simbolico: un momento in cui la città sembra sveglia ma le persone, dentro, dormono su sé stesse. La canzone è costruita come un dialogo tra consapevolezza e fuga, tra autoanalisi e autodistruzione, tra bisogno di verità e capacità di fingere.

Il tema della finzione: la maschera sociale

Il verso iniziale, “tutti sanno come fingere sia tutto a posto”, richiama volutamente una famosa apertura di Nayt in “Certe bugie”. Cuta la riprende e la trasforma in punto di partenza per esplorare quanto sia diffusa l’abilità di recitare stabilità anche quando dentro regna il caos. Questa citazione non è semplice omaggio: è un modo per collocare il brano dentro la tradizione del rap italiano che parla senza filtri del disagio emotivo.

Cuta sottolinea la difficoltà di gestire sensi di colpa che a volte non appartengono davvero a lui (“anche quando non ho fatto nulla e me ne incolpo”). È un circolo vizioso: se si incolpa per tutto, allora di chi è la responsabilità? Dei genitori? Di sé stesso? Il rapper gioca su questo dubbio per mostrare l’incapacità tipica della sua generazione di individuare un confine netto tra colpa reale e colpa interiorizzata.

Crescere senza crescere

La frase “crescio di età ma non di altro” esprime un sentimento molto diffuso tra i giovani adulti: il corpo va avanti, gli anni passano, ma la maturità emotiva sembra ferma. Quando dice “a ventidue anni sono maschio, non uomo”, Cuta critica l’idea sociale secondo cui diventare adulti dovrebbe essere un processo naturale. In realtà, per lui è qualcosa di arbitrario e spesso impossibile, un obiettivo che si raggiunge con fatica, inciampando nelle proprie incoerenze.

Questa sincerità rende la strofa estremamente umana: non c’è volontà di giustificarsi, ma solo di fotografare ciò che è.

Rabbia sociale e ribellione confusa

La parte in cui “la gente oggi non dorme, sta occupando le strade, sta pestando gli sbirri” richiama le rivolte giovanili e la rabbia collettiva che esplode in vari contesti contemporanei. Cuta non celebra la violenza, ma la osserva come sintomo: ragazze e ragazzi senza sogni, che mischiano birre e canne, pronti a rischiare tutto tranne ciò che davvero conta. È una critica feroce ma non distaccata: Cuta parla di ciò che vede e, in una certa misura, di ciò che vive.

La metafora del viaggio in treno, dove la vita è il percorso e la persona amata è una semplice fermata, rappresenta perfettamente la sua crisi emotiva. A bordo senza biglietto, si sente fuori posto e allo stesso tempo indifferente alle conseguenze: un’immagine che riflette la precarietà emotiva con cui convive.

L’identità come travestimento

“Mi chiamo Ajeje Brazorf e mi fingo un altro come ho fatto con te”: Cuta richiama una celebre gag cinematografica per parlare della sua tendenza a nascondersi dietro personaggi. È una rivelazione dolorosa, perché implica che anche nei rapporti importanti lui non sia mai stato davvero sé stesso. Fingere diventa un meccanismo di difesa, ma anche un veleno che corrompe ogni relazione.

Il ritornello: la domanda più grande

Il ritornello pone un interrogativo esistenziale: “cosa fanno i sogni mentre nessuno dorme?”. Se nessuno riposa, se tutti vivono in uno stato di ansia, frenesia e confusione, allora cosa succede ai desideri più autentici? Restano in sospeso? Muoiono? O diventano qualcosa di distorto?

È una domanda che Cuta lancia senza offrire risposta, lasciando l’ascoltatore nel suo stesso vuoto.

La strofa di Not Good: alienazione e autoinganno

Not Good entra con una scrittura altrettanto intima ma ancora più disillusa. Racconta una vita che “non la chiama vita”, trascorsa a fare cose che non vuole e a condividere momenti svuotati di significato. La scena di essere a letto con una persona mentre pensa all’amica sottolinea la confusione affettiva e il distacco emotivo.

Il riferimento alle notti passate “in bianco” è una doppia metafora: mancanza di sesso e mancanza di ispirazione. Not Good si descrive come qualcuno che non riesce a scrivere, a vivere, a nutrirsi, a sentirsi vivo. Parla del feed pieno di “bombe”, un’immagine forte che rappresenta la violenza informativa dei social.

La linea “una vita buttata a fingere non sia uno schifo” è la sintesi brutale della sua visione: recitare normalità mentre il mondo interiore crolla.

La pressione dell’arte e dei fallimenti

Not Good parla anche del peso delle aspettative: persone che chiedono se “con l’arte ci mangia”, come se il valore del suo lavoro fosse misurabile solo economicamente. È un attacco al sistema musicale e sociale che pretende risultati immediati. L’accenno a Sony e all’ex non è solo una punchline: rappresenta tutto ciò che lo giudica, che lo ha ferito, che pretende da lui più di quanto lui stesso abbia la forza di dare.

L’outro: distanze e ruoli invertiti

Nel finale, Cuta rivela che la verità l’ha detta, ma non è stata creduta. C’è rancore, ma anche rassegnazione. La persona di cui parla lo odia perché sono “uguali”, e questa uguaglianza è ciò che fa più male. Non prega, non rincorre: lascia andare. Eppure, nella ripetizione del “ritorni, fai te”, si percepisce un legame irrisolto, un filo sottile che non si spezza del tutto.

Il significato complessivo

Mentre nessuno dorme è uno dei brani più profondi di Cuta: una riflessione sulla finzione sociale, sull’inquietudine, sulla paura di crescere, sulla fatica di vivere rapporti autentici e sulla confusione emotiva condivisa da un’intera generazione. La struttura speculare tra la sua strofa e quella di Not Good crea un dialogo tra due forme diverse della stessa fragilità.

Il brano mette al centro una domanda fondamentale: cosa succede ai sogni quando non abbiamo più il coraggio di fermarci e ascoltarci? La canzone non dà risposte, ma invita ad affrontare quel buio in cui, appunto, “nessuno dorme”.




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