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Testo e Significato di LATINA – Rondodasosa


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Testo e significato della canzone "LATINA" di Rondodasosa pubblicata il 07/02/2026 contenuta nell'album "MATTIA 7" del 07/02/2026.

Cover dell'album 'MATTIA 7' di Rondodasosa
Cover dell'album 'MATTIA 7' di Rondodasosa

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Testo “LATINA”:

[Testo di “LATINA”]

[Intro]
All we do is fight
Maybe we should call it
I’m just being honest
Maybe it’s our time
All we do is fight
Maybe we should call it
What it is?
Yo, [?]
Maybe it’s our –

[Ritornello]
Tu sei una maldita
Tossica come una latina
Adrenalina in corpo come una rapina
Che ne sanno della mia vita, ah?
Mentre lo facciamo sul divano
Tu mi stringi forte per la mano
Innamorato come se li sto contando
Mi odiano mentre sto fatturando
Più soldi, più nemici, poi gli amici se ne vanno
‘Ste bitches ti amano solo se fai il bastardo
Per vivere così sai che ci vuole coraggio

[Strofa 1]
Ma non siamo uguali
Diversi contesti, non saremo mai pari
Qua, se nasci povero, ti servono i money
Vivi la giornata non pensando a domani
Buttato per la strada, rischiando per farli, yeah
Uno dei pochi tra tanti
Ho degli obiettivi e non posso mancarli
Uno stile di vita che vogliono copiarmi, yeah
Invidiosi in giro vorrebbero farmi
Lei bionda sui tacchi, assomiglia a una Barbie
L’ho conosciuta ieri, l’ho vista ad un party
Siamo finiti insieme, abbiamo fatto tardi
Mentre lo facevamo, ripensavo a te, yeah
Perché la tua pussy è incomparabile
Mi manca starti dentro anche se
Non sento più niente, non scendono più lacrime

[Ritornello]
Tu sei una maldita
Tossica come una latina
Adrenalina in corpo come una rapina
Che ne sanno della mia vita, ah?
Mentre lo facciamo sul divano
Tu mi stringi forte per la mano
Innamorato come se li sto contando
Mi odiano mentre sto fatturando
Più soldi, più nemici, poi gli amici se ne vanno
‘Ste bitches ti amano solo se fai il bastardo
Per vivere così sai che ci vuole coraggio

[Strofa 2]
Yeah, l’ho pagata cara (Ah)
Come cocaina, questa vita è amara (Yeah)
Non perdi il tuo fascino come Sofia Vergara
A Milano la mala
Tu non sei come le altre, sei cresciuta bastarda (Bastarda)
Ma sai vestirti bene, sai come essere educata (Ah-ah)
Come essere diversa perché in fondo sei pazza
Mi togli i vestiti, manco siamo entrati in casa
Lo facciamo coi gioielli, rimbalzan sulla tua faccia
Ninfo, baby, tu sei una ninfo
Mi piaci come quando muovi il bacino
E ripenso a come quando cercavo Dio
E tu mi hai cambiato, però sono ancora io
Togliti i tacchi, dimmi che mi ami
Poi rifallo ancora per sparire tra i messaggi
Dove ci siamo amati, dove ci siamo odiati
Solamente perché non sapevamo lasciarci

[Ritornello]
Tu sei una maldita
Tossica come una latina
Adrenalina in corpo come una rapina
Che ne sanno della mia vita, ah?
Mentre lo facciamo sul divano
Tu mi stringi forte per la mano
Innamorato come se li sto contando
Mi odiano mentre sto fatturando
Più soldi, più nemici, poi gli amici se ne vanno
‘Ste bitches ti amano solo se fai il bastardo
Per vivere così sai che ci vuole coraggio

[Outro]
All we do is fight
Maybe we should call it
I’m just being honest
Maybe it’s our time
All we do is fight
Maybe we should call it
What it i–


Possibile significato del testo “LATINA”:

“LATINA”: desiderio, tossicità e dipendenza emotiva nel racconto crudo di Rondodasosa

LATINA, pubblicata da Rondodasosa il 07/02/2026, è uno dei brani più emotivamente intensi del progetto MATTIA 7. In questa traccia, Rondo mette da parte l’immagine granitica del trapper per raccontare una relazione che vibra tra attrazione incontrollabile, caos, rimpianto e adrenalina. Il titolo non è solo un riferimento estetico: la “latina” rappresenta una donna magnetica e pericolosa, simbolo di un amore che esalta e distrugge allo stesso tempo.

Il dualismo del titolo: “maldita” e irresistibile

Fin dal ritornello, la protagonista viene chiamata “maldita”, una presenza tossica ma irresistibile. L’immagine della “latina” attinge a un immaginario carico di sensualità, carattere, imprevedibilità. Rondo non la idealizza: la presenta come adrenalina pura, “come una rapina”. Il paragone racconta molto: l’incontro con lei è pericoloso, illegale, eccitante e destinato a lasciare ferite.

Una relazione fatta di scontri e ritorni

L’intro in inglese – “all we do is fight” – dà subito il tono: non è una relazione sana. È un ciclo di litigi, riconciliazioni, fughe e ritorni. La voce ammette che forse sarebbe il caso di “call it what it is”: chiamare le cose col loro nome, arrendersi al fatto che l’amore è ormai degenerato in qualcosa di ingestibile. Ma proprio questa consapevolezza aumenta il peso emotivo della canzone.

Intimità fisica e vuoto emotivo

Nel ritornello, Rondo racconta due livelli della relazione: quello fisico e quello emotivo. Da un lato c’è il sesso sul divano, il contatto, il bisogno di sentirsi presi per mano. Dall’altro c’è la freddezza del mondo fuori: “più soldi, più nemici, poi gli amici se ne vanno”. È un contrasto importante: mentre il successo cresce, lo spazio affettivo si svuota. La “latina” riempie un vuoto, ma non lo cura.

Strofa 1: differenze sociali e destino segnato

La prima strofa parla di differenze di contesto: “non siamo uguali, diversi contesti”. Qui emerge la parte più autobiografica del brano. Rondo racconta come crescere poveri imponga un ritmo di vita fatto di rischio, strada, corse, soldi cercati “non pensando a domani”. L’amore, in questo contesto, diventa complicato: quando il tuo mondo ti impone di sopravvivere prima di tutto, è difficile mantenere stabilità affettiva.

Lo spettro dell’invidia e la pressione dell’immagine

“Invidiosi in giro vorrebbero farmi”: il successo porta attenzioni indesiderate. Eppure, in mezzo ai nemici e alle tentazioni, il pensiero torna sempre a lei. Quando Rondo dice di aver incontrato una ragazza bionda, simile a una Barbie, sottolinea che anche nelle nuove storie manca qualcosa: l’unicità dell’ex, “incomparabile”. È un’ammissione rara per un artista legato all’immaginario trap: il sesso occasionale non basta a riempire lo spazio lasciato da un amore tossico ma autentico.

La freddezza emotiva: “non sento più niente”

Uno dei versi più forti è: “non sento più niente, non scendono più lacrime”. Qui la durezza non è posa, ma difesa. È il risultato di una relazione che ha consumato gli strati più sensibili del protagonista. Rondo diventa un corpo presente ma emotivamente spento: sa che prova qualcosa, ma non riesce più a viverlo allo stesso modo.

Strofa 2: Milano, Vergara e la vita amara

La seconda strofa alterna immagini pop e riferimenti concreti. La vita “amara come cocaina” è una metafora del prezzo del successo: eccitante, costosa, distruttiva. Il paragone con Sofia Vergara nasce come complimento estetico, ma nel contesto diventa simbolo di una donna che resiste al tempo, alle difficoltà, e mantiene carisma e presenza anche nella tempesta.

La figura della “bastarda cresciuta bene”

“Sei cresciuta bastarda ma sai vestirti bene, sai come essere educata”: questo verso racconta un tipo specifico di donna – dura, indipendente, autodifesa dalla vita, ma capace di mostrarsi elegante e controllata. È la stessa dualità che vive Rondo: brutalità e raffinatezza, rabbia e calma, strada e salotto. La donna diventa uno specchio che riflette e amplifica il carattere dell’artista.

Il sesso come sfogo, non come unione

Una delle caratteristiche del brano è la ripetizione di scene sessuali come valvole di sfogo: gioielli che rimbalzano sul viso, tacchi che cadono, case che sembrano set. Ma dentro quell’eccesso emerge un vuoto. La donna è chiamata “ninfo”, ma ciò che Rondo cerca davvero è un legame più profondo: un posto dove smettere di scappare. La corsa tra sesso e ricerca di Dio (“e ripenso a quando cercavo Dio”) crea un’immagine potente, quasi spirituale.

Relazione ciclica: amore, odio e incapacità di separarsi

La strofa chiude con un quadro che molti riconoscono: “ci siamo amati, ci siamo odiati, solo perché non sapevamo lasciarci”. È una relazione costruita su dipendenza, paura, abitudine, attrazione incontrollabile. Nessuno dei due ha gli strumenti per chiuderla davvero. L’amore è diventato un campo di battaglia dove nessuno vince, ma entrambi tornano sempre.

Il ritornello come confessione del presente

La ripetizione del ritornello sottolinea che nulla è cambiato davvero. La “latina tossica” è ancora una dipendenza, un dolore dolce, una presenza che consuma ma che allo stesso tempo riempie gli spazi vuoti della vita di Rondo. E intorno, mentre la storia esplode, il successo cresce: “mi odiano mentre sto fatturando”. L’artista resta sospeso tra due mondi – quello che costruisce e quello che lo brucia.

L’outro: l’onestà che arriva troppo tardi

L’outro riprende l’intro: “all we do is fight, maybe we should call it”. È un cerchio perfetto. Rondo ammette che forse questa storia era destinata a finire, ma la sincerità arriva quando ormai è tutto già esploso. E forse è proprio questo il punto: alcune storie non finiscono per mancanza d’amore, ma perché l’amore non basta a reggere il peso del passato, dei contesti, dei traumi.

Perché “LATINA” parla così forte nel 2026

Perché unisce due mondi che spesso sembrano lontani: la trap e la vulnerabilità. Rondo non rinuncia alla sua estetica – soldi, party, status – ma la usa per raccontare un male più profondo: il bisogno di un legame autentico, l’incapacità di gestirlo, la sensazione di essere sempre a un passo dal perderlo. LATINA è un brano emotivo, visivo, vero: parla a chi ama, a chi perde, a chi fugge e a chi resta.




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