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Testo e Significato di mezzocuore – Mara Sattei


Testo e significato della canzone "mezzocuore" di Mara Sattei pubblicata il 13/02/2026 contenuta nell'album "CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO" del 13/02/2026.

Cover dell'album 'CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO' di Mara Sattei
Cover dell'album 'CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO' di Mara Sattei

Testo “mezzocuore”:

[Testo di “mezzocuore”]

[Ritornello]
Non sopporto, detesto, come no
Il tempo che ho perso
Perché cerco mezzo cuore cemento dentro io
Che a volte sta fermo, addormentato
Non sopporto, detesto tutto io
Che poi ti ricerco e mi lamento
In mezzo al cuore cemento io ne ho
Divano [?], tu parli tanto
Ta-ta-ta-tara-tara-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Che poi mi lamento e parte il tempo
Ta-ta-ta-tara-tara-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Che poi mi lamento e poi mi pento

[Strofa]
Non ci casco più dentro i miei labirinti
Con l’ora che scatta resto infantili
Ciò che comunquе mi rende più triste
È il tеmpo che scappa come bambini
Pensa come io penso alle cose giuste
Faccio di tutto per essere giusta
Come perfetta, quasi perfetta, mi crolla tutto
Ho uno sbaglio è normale
Sei tutto quello che io odio
In parte lo giuro, sì, in parte, infine ti amo
Chi se ne frega, beviamo sopra il divano
Poi ci facciamo male

[Pre-Ritornello]
Sei tutto quello che io odio essere, tu
Sei tutto quello che io odio essere perché

[Ritornello]
Non sopporto, detesto, come no
Il tempo che ho perso
Perché cerco mezzo cuore cemento dentro io
Che a volte sta fermo, addormentato
Non sopporto, detesto tutto io
Che poi ti ricerco e mi lamento
In mezzo al cuore cemento io ne ho
Divano [?], tu parli tanto
Ta-ta-ta-tara-tara-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Ta-ta-tara-tarai-tarai-tara
Che poi mi lamento e parte il tempo
Che poi mi lamento e poi mi pento

[Outro]
Che poi mi lamento e poi mi pento


Possibile significato del testo “mezzocuore”:

Un cuore a metà: il mondo emotivo di “mezzocuore”

“mezzocuore”, contenuta nell’album “CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO” di Mara Sattei, pubblicato il 13 febbraio 2026, si presenta come una delle tracce più intime e delicate del progetto. Nata dalla produzione di thasup e Dona, la canzone affronta il tema dell’amore vissuto a metà, di una parte emotiva che rimane congelata, incapace di completarsi. Le analisi che circolano online confermano che il brano approfondisce la fragilità delle relazioni sbilanciate, dove l’impegno non è mai totalmente reciproco citeturn25search234.

Il peso del tempo e delle emozioni irrisolte

Nelle prime linee del ritornello, Mara Sattei confessa di non sopportare il tempo perso dietro a una relazione che non funziona più. Il concetto di tempo è un pilastro dell’intero album, che riflette sulla sua gestione, sulla sua fuga e su quanto influisca emotivamente sulle persone, come evidenziato nelle interviste rilasciate dall’artista per presentare il progetto citeturn25search240. Quando canta di cercare “mezzo cuore di cemento”, si riferisce alla parte più rigida, immobile, del suo sentire: un cuore che non si muove, non reagisce, forse per protezione o per stanchezza.

I suoni sillabati: un ritmo emotivo sincopato

La sequenza “ta‑ta‑ta‑tara…” dà forma sonora al caos emotivo. È come un battito irregolare, un tic nervoso, l’incapacità di esprimere con parole piene ciò che si prova davvero. Questi suoni spezzati ricordano le difficoltà comunicative che emergono nelle relazioni instabili. Non servono frasi complesse: bastano sillabe, respiri, suoni che riempiono gli spazi di un dialogo che non funziona più.

Labirinti interiori e crescita personale

La strofa parla di “labirinti” e del tempo che “scappa come bambini”: Mara Sattei descrive un percorso emotivo tortuoso, dove è facile perdersi, soprattutto quando si tenta di diventare “giusti”, “perfetti”, senza riuscirci mai realmente. Questo tema della ricerca continua di equilibrio è centrale nella scrittura dell’artista, che negli anni ha mostrato una grande attenzione per la vulnerabilità e l’introspezione, come sottolineato anche dalle analisi di pubblico e critica citeturn25search234.

Odio e amore: il paradosso dell’attaccamento

Mara Sattei ammette che la persona al centro del brano rappresenta tutto ciò che lei odia, ma allo stesso tempo tutto ciò che ama. È una dinamica comune nelle relazioni tossiche o sbilanciate: ciò che fa male è anche ciò che attrae, ciò da cui si tenta di scappare è spesso ciò che si continua a cercare. La scena in cui i due bevono sul divano e finiscono per farsi male rappresenta perfettamente la ciclicità distruttiva di una relazione non risolta.

L’identità riflessa nell’altro

Il pre‑ritornello introduce uno dei versi più significativi: “Sei tutto quello che io odio essere”. Qui la narrazione si sposta dalla relazione all’identità personale. L’altro diventa specchio delle parti di sé che non si accettano: debolezze, errori, mancanze, lati nascosti. È un conflitto interno che si manifesta attraverso l’amore, ma che in realtà ha radici profonde, legate alla crescita emotiva.

Il ritornello: quando il cuore è cemento

Il ritorno al ritornello sottolinea la difficoltà di lasciarsi andare: il cuore “di cemento” è un cuore che non si apre più facilmente, che ha bisogno di tempo per sciogliersi. La distanza, invece di dividere, “unisce”: è un paradosso che racconta come talvolta si riesca a stare bene solo quando l’altro non è vicino, perché la vicinanza riapre ferite non ancora guarite. È un tema coerente con l’album, che pone il tempo come elemento emotivo, come ricorda l’artista nelle interviste dedicate al progetto citeturn25search240.

Il rapporto con il tempo, ancora una volta protagonista

“Parte il tempo”, “mi pento”: il tempo è dipinto come qualcosa che si muove anche quando noi non siamo pronti. Mara Sattei ha spiegato che tutto il disco ruota attorno al valore del tempo e alla fatica di comprenderlo e gestirlo. In “mezzocuore” il tempo diventa giudice, complice e nemico: si muove quando non dovrebbe, rallenta quando fa male, accelera quando serve calma.

La produzione: minimalismo e intensità emotiva

La produzione di thasup e Dona crea un ambiente sonoro sospeso, fatto di pochi elementi ma scelti con estrema cura. Le linee vocali sono nette, intime, sempre in primo piano. Le percussioni leggere e i sintetizzatori eterei amplificano la sensazione di un cuore che pulsa a fatica. La scelta di un arrangiamento essenziale, come confermato dalle analisi delle prime recensioni, permette al brano di respirare e alla voce di diventare protagonista assoluta citeturn25search234.

Perché “mezzocuore” colpisce così tanto

“mezzocuore” è una canzone che vive di fragilità. Racconta le crepe dell’amore, della crescita personale, della fatica di diventare adulti senza perdere sé stessi. È un brano che parla a chiunque abbia vissuto relazioni sbilanciate, attese infinite e pentimenti continui. Mara Sattei riesce a trasformare questo dolore in qualcosa di luminoso: una confessione che non cerca pietà, ma comprensione.

Nel contesto dell’album, “mezzocuore” è una tappa fondamentale: il momento in cui la maschera cade e rimane solo la voce, nuda, sincera, attraversata da quell’equilibrio instabile che rende l’artista una delle cantautrici più profonde della nuova scena pop italiana.




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