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Testo e Significato di Lui e lei – Cuta


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Testo e significato della canzone "Lui e lei" di Cuta pubblicata il 13/02/2026 contenuta nell'album "Paraculo" del 13/02/2026.

Cover dell'album 'Paraculo' di Cuta
Cover dell'album 'Paraculo' di Cuta

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Testo “Lui e lei”:

[Testo di “Lui e lei”]

[Strofa 1]
Lei lo ama stratanto, lui la ama parecchio
Ma lei pensa di amarlo rispetto a lui molto meglio
Lui pensa: “Non è una gara perché ognuno è diverso”
Lei pensa: “Lui non mi ama se non sta solo con me”
Lui ha anche il lavoro, le amicizie, la passione
Lei potrebbe seguirlo quando esce e non lavora
Ma non ci vuole uscire coi suoi amici, lei li odia
Non vuole condividerlo con delle altre persone
E sta a casa col magone con mille paranoie
Gli scrive: “Torna, amore”, si inventa delle storiе
Ricerca l’attenzione, in еffetti la trova e
Lui che le crede torna, saluta, prende e corre
È megagelosa e pensa solo: “No, non farlo”
Ma non lo controlla e non riesce a sopportarlo
Quando lui arriva, lei gli sbraita: “Cazzo hai fatto?”
“Di che stai parlando, amore, non ho fatto un cazzo”

[Ritornello]
Non è lei ad essere sbagliata
Solo lui a non essere lei
Non è lui che non l’ha mai amata
Solo che non si ama nemmeno lei
Se io non ti avessi mai incontrata
Io forse non lo rifarei
Ora basta, amo mi fai male, male, male

[Strofa 2]
Oramai è l’ennesima di queste litigate
Lui è schiavo di lei, lei è schiava delle pare
Lui inizia a domandarsi: “Cosa stiamo insieme a fare?”
Lei senza di lui pensa di non poter campare
E quando si accorge che lui inizia a dubitare, sa
Che deve trovare una soluzione pratica
Come stargli addosso senza essere antipatica?
Pensa di attaccargli al giubbotto una telecamera
Una di quelle piccole che non si veda insomma
Che usavano alle inchieste delle Iene, se le compra
Gliela mette quando va e la riprende quando torna
Scarica il filmato e quando è sola lo controlla
Lei lo fa per mesi e si accorge che tutto okay
Ma continua a spiarlo, pensando: “E se succede?”
Lui che si stupisce della calma che ora ha lei
Pensa sia cresciuta e a darle tempo ha fatto bene

[Ritornello]
Non è lei ad essere sbagliata
Solo lui a non essere lei
Non è lui che non l’ha mai amata
Solo che non si ama nemmeno lei
Se io non ti avessi mai incontrata
Io forse non lo rifarei
Ora basta, amo mi fai male, male, male

[Strofa 3]
Lui un giorno becca un suo amico col vizio del pallino
Frequenta un brutto giro, vuole prendere un chilo
Lui a differenza sua non frequenta quel brutto giro
Ma lo accompagna in tra’, pensa: “Tanto c’è il mio amico”
Non sa che c’ha una telecamera addosso
Va col fra’, arrivano al posto dove sta lo spaccino
Scendono le scale e son davanti a uno stanzino
Lì davanti c’è un tipo, è lì per perquisirli
E mentre lui no, questo tipo sì che sa come distinguere
Una telecamera attaccata a dei vestiti
E chiede al suo amico: “Ma te la fai con gli sbirri?”
Esce un ferro, poi grilletto, mo lui è freddo
È morto da infame senza esserlo
E la cosa più triste è che anche fosse ancora vivo
Non saprebbe cosa dire
L’amore uccide, altroché se uccide


Possibile significato del testo “Lui e lei”:

“Lui e lei”: dipendenza emotiva, possesso e tragedia nel racconto di Cuta

Lui e lei, pubblicata da Cuta il 13 febbraio 2026 e prodotta da Douglas (ITA), è uno dei brani più narrativi e drammatici dell’album Paraculo. In questa traccia, Cuta racconta una storia d’amore tossica che degenera fino a sfociare in un finale tragico, mettendo a fuoco dinamiche psicologiche realistiche e inquietanti. La canzone non è solo una cronaca di eventi, ma uno sguardo sulle conseguenze della dipendenza affettiva, della gelosia e del controllo.

Una relazione sbilanciata sin dall’inizio

La prima strofa presenta subito la frattura centrale: lei ama “stratanto”, lui “parecchio”, ma questa differenza percepita genera un disequilibrio che diventa terreno fertile per paranoia e insicurezza. Lui vive una vita normale, divisa tra lavoro, amici e passioni; lei, invece, interpreta l’amore come esclusività totale, vede ogni interesse esterno come una minaccia e odia persino le amicizie del partner. Si crea così una dinamica in cui lei richiede attenzioni costanti, manipola e inventa storie per attirare lui a casa, mentre lui risponde sempre, accecato dall’affetto e dalla volontà di rassicurarla.

Le paranoie e la trasformazione della gelosia in ossessione

La gelosia della protagonista non è più un’emozione episodica, ma un sistema di controllo: l’ansia la spinge a immaginare scenari inesistenti e a riversare addosso a lui rabbia e accuse senza fondamento. L’uomo torna a casa senza aver fatto nulla, ma è costretto a giustificarsi ogni volta. La tensione cresce, e Cuta descrive questi momenti con un linguaggio diretto e quotidiano, riflettendo dinamiche presenti in molte relazioni tossiche.

Il ritornello: una verità scomoda e dolorosa

Il ritornello ribalta completamente la prospettiva. Cuta non punta il dito contro “chi ama di più o di meno”, ma contro chi non ama sé stesso. La frase “non è lei ad essere sbagliata, solo lui a non essere lei” smonta l’idea della gelosia romantica: non è lui a non dare abbastanza, è lei che pretende impossibile simmetria emotiva. La rivelazione arriva subito dopo: “non si ama nemmeno lei”. Il nodo centrale della storia è infatti l’incapacità della protagonista di vedere valore in sé stessa, cercando nel controllo e nella presenza costante dell’altro una conferma che non potrà mai arrivare.

La dipendenza reciproca e l’inizio della fine

La seconda strofa racconta ormai una storia logorata: è “l’ennesima litigata”. Lui è diventato schiavo delle sue paure, lei schiava delle sue ossessioni. Il dubbio inizia a insinuarsi in lui: che senso ha continuare così? Lei però non può sopportare la possibilità di perdere il partner e pensa a una “soluzione pratica”. È qui che la narrazione prende una svolta cupa: decide di spiarlo applicando una microcamera al suo giubbotto, come quelle viste nei servizi televisivi. Il fatto che questa idea non la sconvolga, ma la trovi naturale, mostra quanto sia distorta la sua percezione dell’amore.

La spirale della sorveglianza e l’illusione della tranquillità

Per mesi, lei controlla i filmati e non trova nulla di sospetto. Eppure non smette di spiarlo. Questa è la prova definitiva che la gelosia non ha nulla a che vedere con i comportamenti reali dell’altro: è un meccanismo interno, alimentato dal timore di non essere abbastanza. Lui, inconsapevole della sorveglianza, interpreta la calma ritrovata della partner come crescita personale, come un passo avanti nella relazione. È un tragico malinteso che prepara il terreno per ciò che accadrà dopo.

La terza strofa: il caos, l’errore, la tragedia

Quando lui accompagna un amico “col vizio del pallino” in un giro rischioso, non immagina che la telecamera sul giubbotto lo incriminerà agli occhi sbagliati. Lo spacciatore li perquisisce e individua immediatamente il dispositivo, interpretandolo come un segno inequivocabile: qualcuno sta collaborando con la polizia. L’uomo viene ucciso senza possibilità di spiegarsi, vittima di un fraintendimento assurdo. È un finale brutale che riflette come le azioni motivate da paura e controllo possano avere conseguenze enormi e del tutto imprevedibili.

L’amore che uccide, letteralmente

L’ultima frase – “l’amore uccide, altroché se uccide” – non è metaforica. La storia dimostra come un rapporto fondato sulla dipendenza, sulla mancanza di fiducia e su una visione distorta dell’amore possa generare violenza reale. Non è l’amore sano a uccidere, ma l’ossessione che si traveste da amore.

Il significato complessivo

Lui e lei è una delle storie più crude raccontate nel rap italiano degli ultimi anni. Non c’è glamour, non ci sono eroi, non c’è romanticismo: solo due persone intrappolate nei propri limiti emotivi. Lei non è “cattiva”, lui non è “buono”: entrambi sono vittime della loro incapacità di affrontare la paura di essere abbandonati. Il brano denuncia un modello di relazione tossica spesso normalizzato, in cui la gelosia viene scambiata per amore e il controllo per protezione.

Cuta usa una scrittura cinematografica per raccontare quanto possa essere pericoloso confondere l’amore con il possesso. Il risultato è un pezzo potente, disturbante e profondamente umano, che mette in guardia contro le dinamiche che, pur iniziando come semplici insicurezze, possono trasformarsi in tragedia.




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